(di Claudia Fascia)
L'insostenibile peso di essere
Geolier. Crescere senza dimenticare da dove si è partiti è una
delle sfide più difficili per un artista che, in pochi anni, è
passato dalla dimensione della strada a quella dei grandi
palchi, trasformando la propria musica in un fenomeno nazionale.
Per Geolier questo equilibrio rappresenta ormai uno dei nodi
centrali del suo percorso. E non è un caso che si ritrovi anche
in Tutto è possibile - Atto II, il nuovo progetto discografico,
in uscita il 16 ottobre, secondo capitolo dell'album uscito a
inizio anno, certificato quattro volte disco di Platino e ancora
in vetta alle classifiche degli album più venduti in Italia.
Nove canzoni (tra queste anche le collaborazioni con Achille
Lauro, Lazza, Shiva) che proseguono il percorso e ampliano il
racconto del lavoro precedente: un'identità che continua a
muoversi tra le strade di Napoli, il dialetto e le ambizioni di
un artista ormai centrale nel rap italiano che deve e vuole fare
i conti anche con il se stesso fuori dal palco. Un racconto che
oscilla tra celebrazione e disincanto, mettendo in scena le
contraddizioni di un artista che ha conquistato il successo
senza lasciarsi alle spalle il proprio passato, che non rinuncia
alla propria lingua per farsi comprendere, riuscendo a portare
il proprio mondo oltre i confini da cui è partito, senza doverlo
rendere diverso da ciò che è.
Geolier, che all'attivo ha 103 dischi di platino e 50 dischi
d'oro, racconta ciò che succede quando i sogni diventano realtà
e la vita cambia velocemente: i rapporti che resistono, quelli
che svaniscono, le responsabilità che aumentano e le
contraddizioni di un mondo in cui ogni traguardo apre nuove
sfide. E i tanti interrogativi che tutto questo comporta. Il
disco si apre con Per Emanuele (nome di battesimo dell'artista
di Secondigliano) un brano intenso e personale, cuore emotivo
del progetto, che parte piano e voce (e autotune). Un pezzo
"parlato", crudo, una lettera nostalgica al ragazzo che ha visto
esaudire i suoi sogni, ma che ora deve fare i conti con il
successo, i soldi e la fame. Uno dei brani più introspettivi del
percorso di Geolier, che fa i conti con delusioni, tradimenti,
rivalsa, conflitti, peso delle aspettative. Con un mondo
apparentemente fatto di lustrini e paillettes, in cui non sembra
riconoscerci riconoscersi completamente. Ma alla fine quello che
fa più paura è la possibilità di guardarsi allo specchio e non
riconoscere la persona che si è diventati.
Ma in Tutto è possibile - Atto II convivono tante altre
anime. C'è la sicurezza di Leggenda, la rivendicazione di
Winner, in cui ribadisce l'importanza della community e della
condivisione con chi ha creduto nel percorso fin dall'inizio.
Con Lazza, in Non sei più tu, Geolier affronta le distanze che
possono crearsi all'interno di una relazione; con Achille Lauro,
in Per Noi, mette al centro il legame tra due persone e la
volontà di ritrovarsi; con Shiva, in Emanuele e Andrea, aggiunge
un nuovo tassello a un rapporto artistico e umano consolidato
nel tempo. Tre collaborazioni che aprono la strada a nuove
possibilità anche artistiche, senza allontanarlo dal suo
universo di riferimento. C'è poi Rione di domenica in cui fa i
conti con i ricordi, Autorità che restituisce una visione cruda
delle dinamiche di potere, della lealtà e dell'appartenenza.
Chiude il progetto Aspettando il miracolo, un brano sulla fede,
la gratitudine e il rapporto con Napoli, molto più di un luogo
d'origine: è una memoria costante, una ferita aperta e un
sistema di valori attraverso cui misurare ogni cambiamento. Con
una scrittura che si mantiene in un costante equilibrio tra
ironia e provocazione, con la forza e la spontaneità che
contraddistinguono la sua musica già dagli esordi. Il disco
porta con sé il compito di confermare quanto costruito finora e,
allo stesso tempo, la possibilità e la necessità di spingersi
oltre.
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