Basta un'immagine per descrivere tutto. Un padre e suo figlio, poco più che ventenne, camminano nel Parco di Monza: la maglietta addosso è rosso Ferrari, il cappellino in testa a ripararsi dai bollenti raggi del sole è argento Mercedes. Salomonici. Il derby tricolore infiamma il Gran Premio d'Italia e il dilemma dilania i tifosi.
Gli exit-poll premiano ancora la scuderia di Maranello ma il consenso per il 20enne è in rapida crescita. A Monza il cuore continua a battere soprattutto in rosso. È il colore che domina le tribune, le strade intorno al circuito, le bandiere e i vestiti degli appassionati. La Ferrari resta la Ferrari: soprattutto nel Gran Premio di casa, soprattutto quando può competere per vincere a Monza come dimostrato nelle prove libere. Ma vedere un italiano in testa al Mondiale di Formula 1, con concrete possibilità di portarlo a casa dopo 73 anni di digiuno, sembrava davvero un miraggio, fino a poco tempo fa. Al pari di vincere Wimbledon (vero, Sinner?) o i 100 metri alle Olimpiadi (vero, Jacobs?).
È dunque l'inizio della Antonelli-mania. Il tifo che, più che diviso, sembra essersi sdoppiato. "Forza Ferrari", naturalmente. Ma subito dopo arriva quasi sempre un "però speriamo che Kimi arrivi terzo". È il compromesso perfetto per chi vuole vedere la Rossa vincere senza rinunciare all'orgoglio per il ragazzo che sta scrivendo una pagina nuova dello sport italiano. Un podio tutto tricolore che accontenterebbe tutti. Anche i numeri raccontano questa doppia anima. In un sondaggio del sito di 'Gazzetta', alla vigilia del weekend, il 58,3% dei votanti indicava la Ferrari come oggetto del proprio tifo, contro il 41,7% per Antonelli. Non un'indagine scientifica, ma la fotografia del momento: il rosso resta maggioritario ma Kimi ha già conquistato una fetta enorme del cuore degli italiani.
E poi c'è il futuro, quello che alimenta i sogni. Che, per definizione, non costano nulla. Perché tra i tifosi non è difficile sentire pronunciare una frase: "Prima o poi Antonelli deve guidare una Ferrari". Magari proprio dopo il ritiro di Hamilton. Lo stesso britannico, sostituito proprio da Antonelli in Mercedes, non ha nascosto la possibilità di vedere un giorno Kimi vestire di rosso. Lo ha definito veloce, consistente e molto maturo per la sua età, pur sottolineando che Toto Wolff difficilmente lo lascerà partire presto. Un pilota italiano - e vincente - su una vettura italiana - e competitiva -: come Max Biaggi in Aprilia in Superbike, come Pecco Bagnaia in Ducati in MotoGp. Allora sì che il tifo non sarebbe più diviso, l'animo non sarebbe più combattuto ma diventerebbe un amore plebiscitario.
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