A vent'anni dalla scomparsa e a
sessant'anni dal Leone d'Oro assegnato a La battaglia di Algeri,
il Museo Nazionale del Cinema dedica una mostra esclusiva a
Gillo Pontecorvo. "Gillo Pontecorvo. Una battaglia dopo
l'altra", curata da Mauro Genovese con Caterina Massignani, sarà
alla Mole Antonelliana fino al 5 aprile 2027.
L'esposizione nasce dall'Archivio Gillo Pontecorvo, donato
dalla famiglia al Museo e tra i più importanti fondi documentari
dedicati a un autore del cinema italiano. "Con questa mostra il
Museo conferma la propria missione di custodire, valorizzare e
rendere accessibili i grandi patrimoni del cinema italiano»,
sottolineano Enzo Ghigo e Carlo Chatrian, presidente e direttore
del Museo Nazionale del Cinema. L'archivio, spiegano, diventa
così "patrimonio condiviso", offrendo al pubblico e soprattutto
alle nuove generazioni uno strumento per comprendere il
Novecento.
Il percorso - costruito con l'aiuto dei figli Ludovico e
Simone - permette di entrare nel laboratorio creativo e
intellettuale del regista attraverso documenti originali,
appunti, sceneggiature, fotografie, corrispondenza, materiali
preparatori e filmati, in gran parte inediti e digitalizzati per
l'occasione. La mostra segue le grandi "battaglie" della vita e
del cinema di Pontecorvo: dalla Resistenza alla memoria della
Shoah, dalla lotta per l'autodeterminazione algerina alla
denuncia del colonialismo, fino alle istanze di emancipazione
femminile e giovanile. Al centro c'è naturalmente La battaglia
di Algeri (1966), affiancata da focus su Giovanna, Kapò,
Queimada e Il sole sorge ancora di Aldo Vergano, nel quale
Pontecorvo recitò come attore. Ampio spazio è dedicato anche
alle collaborazioni che hanno segnato la sua carriera, a partire
dal sodalizio con Ennio Morricone e da quello con lo
sceneggiatore Franco Solinas. "Era un personaggio particolare,
poteva essere un antropologo. Questa mostra parla di lui, ma
anche del '900" sottolineano i figli di Pontecorvo.
Uno dei pezzi più preziosi dell'esposizione è il Leone d'Oro
originale del 1966, presentato per la prima volta al pubblico
grazie alla famiglia Pontecorvo. Pensata anche per le nuove
generazioni e per le scuole, la mostra invita a riflettere sulla
memoria, sulle fonti e sull'attualità delle questioni affrontate
dal regista. "Il cinema di Pontecorvo si propone ancora oggi
come uno strumento privilegiato di comprensione della Storia",
sottolinea Genovese.
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