Educatori, operatrici, psicologi,

sociologhe, mediatrici culturali, operatrici socio-sanitari.

Sono le professioni del lavoro sociale, troppo spesso sono

nascoste e sono senza la giusta attenzione pubblica per il ruolo

fondamentale nel welfare, nella cura, nella rigenerazione

urbana, nell'inclusione e nello sviluppo delle comunità.

In Italia sono circa mezzo milione di persone e ogni giorno

lavorano a stretto contatto con le fasce più fragili della

società, spesso descritti come "angeli", "eroi" o addirittura

"supereroi" durante le emergenze sociali e sanitarie del nostro

Paese. In larga parte sono anche soci e socie delle cooperative

sociali con cui lavorano e condividono percorsi e progetti delle

organizzazioni.

Per mettere al centro il lavoro sociale Legacoopsociali lancia

"Valori Controvento", una mobilitazione culturale e comunicativa

a partire da inizio novembre fino al prossimo 15 dicembre,

quando a Roma terrà la sua assemblea di metà mandato.

A partire da inizio novembre sulle pagine social di

Legacoopsociali saranno pubblicate le card che metteranno in

evidenza il ruolo centrale e politico del lavoro sociale in

tutti i campi della vita quotidiana. Ogni card sarà accompagnata

da un volto e da una frase che vuole parlare all'opinione

pubblica, alla politica, alle istituzioni e ai media. Una

richiesta di attenzione e di riflessione forte in un Paese che

ha la necessità di mettere al centro dell'agenda la cura e il

welfare tra le sue priorità.

Sempre nelle stesse settimane saranno pubblicati e diffusi tre

video dove questi professionisti e queste figure professionali

prenderanno parola per raccontare il loro lavoro, le loro storie

e i motivi che spingono a scegliere di operare nella

cooperazione sociale anche attraverso molti sacrifici.

Nelle cooperative sociali aderenti sono occupate 142.250

persone, di queste il 74% è donna e l''82% sono soci delle

stesse cooperative. Sono 12mila le persone fragili e

svantaggiate occupate nelle cooperative di inserimento

lavorativo. Gli ambiti di attività riguardano il settore

socio-sanitario che va dall'assistenza domiciliare alle

strutture residenziali, e il welfare che va dagli asili nido

alle attività socio-educative per infanzia e minori.

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