È stato un weekend nero per il Rally italiano. Tra ieri e oggi, il bilancio è di quattro morti in tre gare (Bione – Brescia, Val d’Aveto e Trapani-Monte Erice), tre corse sospese e una domanda che torna, ciclica, come i circuiti delle macchine da corsa: quanto è sicuro assistere ad un rally da bordo strada?
Cos’è un Rally e dove si può tifare
Partiamo dall’inizio. Per le gare di rally le strade su cui si corre sono strade pubbliche, chiuse al traffico solo nei tratti cronometrati (le “prove speciali”) e riaperte subito dopo. Non è un circuito: è un pezzo di viabilità ordinaria, spesso stretta, con curve, fossi e alberi a bordo carreggiata. Soprattutto, non progettata per sostenere le velocità di una gara. Il pubblico può assistere gratuitamente lungo il tracciato, nei punti indicati dall’organizzazione e delimitati con transenne o nastri. Non esistono, come in pista, barriere fisse omologate per assorbire un urto.
Le regole di sicurezza per il pubblico
Le linee guida internazionali, redatte dalla FIA (La Federazione Internazionale dell’Automobile), sono dettagliate. Prevedono una mappatura delle prove speciali in zone “Go” e “No Go”, cioè dove poter o non andare. Nastri colorati per delimitarle prima dell’arrivo degli spettatori. E commissari di percorso incaricati di impedire l’accesso alle aree vietate, oltre a figure di controllo (un delegato per la sicurezza, un responsabile per ogni tappa) che devono segnalare i tratti impossibili da presidiare e farli chiudere al pubblico. Certo è che restano linee guida, raccomandazioni, e non regole vincolanti uguali per tutti.
In Italia, le Norme Generali Rally di ACI Sport (la federazione che organizza le gare, comprese quelle di Brescia, Trapani e del Val d’Aveto) affidano il controllo del pubblico a un Delegato Allestimento Percorso, che segnala al direttore di gara eventuali criticità, imponendo che i dispositivi pubblicitari restino fuori dalla sede stradale.
Ma non fissano una distanza minima codificata tra spettatori e traiettoria delle auto, né una segnaletica uniforme per le zone vietate: il documento non scende nel dettaglio che caratterizza invece le linee guida FIA. È qui, nello scarto tra il piano internazionale e la sua applicazione sul terreno, gara dopo gara, tratto dopo tratto, che si giocano gli incidenti come quelli avvenuti questo weekend.
Le discipline
Non tutte le specialità però comportano lo stesso rischio per chi guarda. Il criterio che conta, ai fini della sicurezza del pubblico, è se il percorso è permanente e recintabile oppure temporaneo e allestito gara per gara.
È ACI Sport la Federazione incaricata di classificare i grandi settori delle corse:
Velocità: comprende due specialità molto diverse tra loro. Il circuito, su piste permanenti chiuse (moderne o storiche): è il caso della Formula 1, Formula 2, Formula 3, Indycar, gran turismo, prototipi e campionati turismo; e la cronoscalata, una gara a cronometro su una strada di montagna chiusa al traffico, affrontata da un concorrente alla volta con partenze scaglionate.
È il format di Trapani-Monte Erice: a differenza del rally i piloti possono percorrere liberamente il tracciato prima della gara e fare prove ufficiali, ma le velocità raggiunte sono più alte, il percorso è più breve e la norma prevede guardrail lungo tutto il tracciato.
Rally: su asfalto o su terra, moderno o storico, sono le corse su strade pubbliche temporaneamente chiuse, con prove speciali intervallate da trasferimenti a traffico aperto.
Off Road: include il raid/cross country rally (i “Dakar-style”, su percorsi molto lunghi e spesso non asfaltati, in ambienti desertici o comunque naturali), il trial 4x4 e le gare di regolarità fuoristrada. Anche qui il percorso è “vivo” e non recintabile in modo capillare, simile al rally ma su fondi e distanze ancora più estreme.
Rallycross: nonostante il nome, si corre su circuiti permanenti misti asfalto/terra. Il profilo di rischio per gli spettatori è più simile al circuito che al rally.
Abilità: un gruppo eterogeneo che comprende slalom, gimkana, drifting, prove di accelerazione, velocità sul ghiaccio e sul terreno. Sono gare brevi, spesso su aree chiuse o piazzali, pensate per mettere alla prova la tecnica di guida più che la velocità pura.
Karting: su piccoli circuiti dedicati e recintati.




