Suzuki supera Honda e diventa il
secondo costruttore automobilistico giapponese per vendite
globali nel periodo aprile-settembre, alle spalle di Toyota. È
quanto emerge dai dati diffusi dalle otto principali case del
Paese, che confermano il sorpasso della casa con sede nella
prefettura di Shizuoka, un anno fa quarta, trainata soprattutto
dal mercato indiano, dove detiene una quota del 40% nel segmento
delle auto passeggeri. Le vendite globali di Suzuki sono
cresciute del 19,9%, raggiungendo un record a poco più di
1.824.000 unità nella prima metà dell'esercizio fiscale, che in
Giappone inizia ad aprile. Honda scivola così al terzo posto: le
vendite globali sono calate del 4% a 1.661.570 veicoli, con un
dimezzamento in Cina. Nissan, impegnata nel risanamento delle
proprie attività, ha registrato nel mercato cinese un calo
superiore al 40%. Anche Toyota, leader mondiale per volumi, ha
riportato le prime flessioni semestrali di vendite e produzione
globali in due anni, penalizzata dal rallentamento in Cina.
Complessivamente, le otto case hanno venduto 11,83 milioni di
veicoli nel mondo, in calo dell'1,3% su base annua.
Il quadro delineato dai dati è disomogeneo tra i vari marchi.
In aumento Mazda, con un +1,2% a 616.775 unità, Daihatsu, +0,5%
a 494.760, e Subaru - che segna un +3,4% a 470.380. In flessione
invece Nissan, -11,8% a 1.355.230 vetture, e Mitsubishi, -7% a
356.885. Il sorpasso di Suzuki su Honda riflette dunque
dinamiche geografiche e strategiche diverse: da un lato la forza
nel mercato indiano, dall'altro la difficoltà dei concorrenti in
Cina, dove la domanda di veicoli, in particolare quelli con
motore a combustione interna, continua a indebolirsi.
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