"Evidentemente il deputato di FdI, Andrea Delmastro, non riesce a stare lontano dalle aule dei tribunali, dove è già alle prese con un processo per rivelazione del segreto d'ufficio, e così oggi senza vergogna ha postato un video sui social nel quale rivolge a me almeno due accuse false e destituite di qualsiasi fondamento su cui già altre persone sono state querelate e sono state o condannate in primo grado o rinviate a giudizio. Non posso che querelare per diffamazione anche Delmastro che anziché dire fesserie e calunnie su di me, farebbe bene a dire al suo partito di tirare fuori dalla cassaforte le sue chat con il prestanome di un clan mafioso e consegnarle alla magistratura di Milano che le chiede da mesi".

Così in una nota il senatore del M5S, Roberto Scarpinato, riferendosi a un video pubblicato su Instagram dall'ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro che contesta a Scarpinato il fatto che il 13 luglio 1992 avrebbe chiesto l'archiviazione nell'inchiesta mafia-appalti, "indagine a cui si stava dedicando Paolo Borsellino" che viene ucciso il 19 luglio dello stesso anno e su cui il 14 agosto arriva l'archiviazione definitiva. Delmastro inoltre denuncia il fatto che il 30 agosto 1996 Scarpinato "vende una casa, di cui è comproprietario, del valore di 300 milioni, secondo le inchieste giornalistiche, a 700 milioni" e la vende a una società che ha come socia accomandataria Rosaria Di Grado, moglie di Salvatore Fauci, indagato da Scarpinato nell'inchiesta mafia-appalti".

Nella sua nota Scarpinato aggiunge, rivolgendosi a Delmastro: "Si prepari a rinunciare all'immunità per questa querela che presenterò nei suoi confronti, così si potrà dimostrare in tribunale se sono vere o false le stupidaggini che ha detto sul mio conto in merito all'indagine mafia-appalti e alla vendita di un immobile appartenuto alla mia famiglia. Probabilmente Delmastro pensa che siamo tutti come lui che si è messo in società con la famiglia del prestanome della mafia, ma non è così: io i mafiosi li ho indagati, processati e fatti condannare".

Riproduzione riservata © Copyright ANSA