“La vista è un bene prezioso che diamo per scontato. Molte malattie però non danno sintomi e vengono scoperte tardi, quando non è più possibile rimediare ai danni”. Domenico Schiano, ricercatore della Fondazione Bietti e di Unicamillus, spiega così l’importanza della Giornata Mondiale della Vista di oggi.
L’iniziativa cade ogni secondo giovedì di ottobre, è promossa da Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (Iapb). L’elenco delle iniziative e degli screening gratuiti è sul sito www.giornatamondialedellavista.it
“Molti problemi possono essere evitati con la prevenzione, cioè con un controllo periodico della salute degli occhi” spiega Schiano. Secondo l’Oms metà dei 2,2 miliardi di casi di cecità o riduzione della vista nel mondo potevano essere evitati con la prevenzione e le giuste cure.
Se in Europa già il 30% dei bambini in età scolare è miope, nel 2050 secondo l’Oms metà della popolazione mondiale di tutte le età potrebbe diventarlo. “Questa percentuale è già stata raggiunta in Asia”, dice l’oftalmologo della Fondazione Bietti. A livello globale i bambini miopi erano il 25% nel 1990 e il 36% nel 2023. Raggiungeranno il 40%, secondo le stime, nel 2050.
Come mai?
“I bambini passano molto tempo fissando oggetti vicini. Anche per riposarsi dallo studio spesso usano tablet e telefoni. L’occhio in questo modo impara che deve concentrarsi soprattutto su un compito: mettere a fuoco distanze brevi. Un giorno dopo l’altro perderà l’abitudine a guardare lontano. In Asia, sia per il rapido passaggio dagli ambienti rurali alle città sia per ragioni genetiche, l’epidemia di miopia nei bambini è già dilagante. A livello di popolazione generale l’incidenza di questo disturbo ha già raggiunto il 50%. Anche da noi si stanno verificando tutte le condizioni per un aumento della miopia, incluso l’aumento del tempo passato in casa”.
Stare in casa è causa di miopia?
“Maggiore è l’esposizione alla luce atmosferica, minore è l’incidenza di miopia. Questo vale nelle età in cui l’occhio si sviluppa, quindi nei bambini. Si ipotizza che alla base ci sia un meccanismo ancestrale, perché in genere chi vive all’aperto tende a guardare lontano”.
Il 25 ottobre è previsto il cambio di orario. Avremo meno luce la sera. Che conseguenze avrà sui nostri ritmi circadiani?
“In questo caso l’occhio non svolge un ruolo attivo. È solo un mediatore che trasmette il segnale della luminosità all’ipofisi, la ghiandola del cervello che produce la melatonina. La luce del giorno inibisce la produzione di questo ormone, che favorisce il sonno. È il motivo per cui la nostra tendenza naturale è essere svegli nelle ore di sole e dormire in quelle di buio”.
Nella realtà la sera trascorriamo molte ore con la luce artificiale o davanti agli schermi, soprattutto in autunno e inverno. Il tipo di illuminazione influisce sul sonno?
“In generale le luci calde e indirette sono adatte alle ore serali. Si parla anche molto di occhiali o filtri per la luce blu, una componente dei raggi solari che viene emessa anche dagli schermi elettronici. La luce blu non ha alcun effetto patologico, ma inibisce la produzione di melatonina e se viene assorbita dagli occhi in grandi quantità nelle ore serali può disturbare il sonno. È il motivo per cui se ci si sveglia di notte è sconsigliato guardare il cellulare. I filtri che si applicano a occhiali o schermi per bloccare la componente blu della luce possono essere utili a chi lavora al computer nelle ore buie. Altri metodi sono gli schermi che assumono una tonalità rossa a una certa ora o diventano neri con le scritte bianche. In entrambi i casi si riduce l’emissione di luce e si salvaguarda il sonno”.
Con l’ora invernale ci troveremo di più a leggere o lavorare davanti a uno schermo in una stanza con l’illuminazione artificiale. Qual è la disposizione migliore delle luci?
“Prima di tutto bisogna correggere un eventuale difetto visivo con le lenti. Poi non basta che sia illuminato ciò che guardiamo: la pagina del libro o lo schermo. Anche l’occhio deve esserlo. In questo modo la pupilla si restringe, aumenta la profondità di fuoco e si smussano quei difetti della vista che possono insorgere con l’età: presbiopia od opacità del cristallino. I colliri che promettono di eliminare la presbiopia durante la lettura si basano proprio su questo principio: fanno restringere temporaneamente la pupilla. Anche leggere al computer dà meno fastidio a un presbite rispetto alla pagina scritta proprio perché lo schermo è retroilluminato e provoca il restringimento della pupilla”.




