Grandi titoli del repertorio
operistico, nuove produzioni e interpreti di rilievo
internazionale per la stagione di Opera&Danza 2026/27 del Teatro
Comunale Claudio Abbado di Ferrara che guarda alla tradizione ma
non rinuncia alla contemporaneità: "undici appuntamenti, tra
lirica e danza, con una prima nazionale dedicata a Lucio Dalla e
un cartellone che mette in dialogo capolavori del passato e
nuove visioni sceniche", ha spiegato il direttore artistico,
Marcello Corvino alla presentazione.
A inaugurare la stagione, il 27 e 29 novembre, sarà il
Macbeth di Giuseppe Verdi, con l'Orchestra Cherubini diretta da
Giuseppe Finzi e la regia di Fabio Ceresa. Un dramma di
ambizione e potere, realizzato in coproduzione con i principali
teatri dell'Emilia-Romagna. L'11 e 12 dicembre spazio alla prima
nazionale de L'anno che verrà, spettacolo su musiche di Lucio
Dalla ideato dallo stesso Corvino, con la direzione musicale di
Roberto Molinelli, la regia di Manuel Renga e Pierdavide Carone
in scena. Nel nuovo anno arriverà Il barbiere di Siviglia di
Rossini, il 15 e 17 gennaio, con la direzione di Massimo
Raccanelli e la regia di Adrian Schvarzstein,e, a seguire, Dido
and Aeneas di Purcell, il 20 e 21 febbraio, in una rilettura
firmata da Agata e Teodora Castellucci e Vito Matera; La
clemenza di Tito di Mozart, il 12 e 14 marzo, con la regia di
Chiara Muti e la direzione di Ottavio Dantone, e Simon
Boccanegra di Verdi, dal 9 all'11 aprile, diretto da Massimo
Zanetti con la regia di Pier Francesco Maestrini.
A chiudere il cartellone, il 29 e 30 maggio, il dittico
Procedura Penale del compositore ferrarese Luciano Chailly e
Folk Songs di Luciano Berio. La danza porta a Ferrara tre
importanti realtà internazionali: il 30 e 31 dicembre il Russian
Classical Ballet con Romeo e Giulietta di Prokof'ev, nella
storica coreografia di Leonid Lavrovskij; il 4 febbraio la Akram
Khan Company con Chotto Desh, teatro-danza dedicato al viaggio
interiore di un giovane tra Gran Bretagna e Bangladesh; il 19
maggio, la Batsheva Dance Company con Momo, creazione
coreografica di Ohad Naharin, sospesa tra energia, fisicità e
tenerezza. Completano il programma le attività di formazione e
divulgazione tra le quali i laboratori interdisciplinari
All'Opera, dedicati quest'anno a Dido and Aeneas.
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