"In questo contesto storico

difficile, oscuro, che provoca tanta ansia, portare a termine e

avanti dei progetti che parlino di arte, di bellezza e di poesia

è qualcosa a cui assolutamente tengo molto, consapevole che sia

un granello, e in un oceano è solo una goccia, ma di vitale

importanza e ognuno deve fare il possibile". È pronto per uno di

questi suoi progetti, On Dance, la grande festa della danza a

Milano, Roberto Bolle che in un'intervista all'ANSA ha ribadito

quanto per lui ogni forma di arte possa essere un messaggio di

pace.

Giunto alla nona edizione l'evento, in calendario dall'11

settembre, si chiuderà domenica 13 con una Marcia della Felicità

a cui parteciperanno duemila danzatori. "È soprattutto un

messaggio di felicità, ma anche di unione e di inclusione - ha

detto Bolle -. Con tante realtà diverse che balleranno insieme e

non è una cosa così scontata".

Il progetto On Dance, che Bolle, 51 anni, porta avanti dal

2018, è uno dei tanti che il ballerino, étoile del Teatro alla

Scala dal 2004, sta curando attraverso la sua Fondazione che

mira soprattutto a coinvolgere i giovani. Senza trascurare la

sua attività artistica che continuerà a portarlo nei maggior

teatri del mondo, Scala compresa.

Per il 2027 poi lo attende un grande momento. Lo aspettano a

a Hollywood per la dedica della mattonella sulla Walk of Fame.

"È un grande riconoscimento, sicuramente non scontato, che mi ha

davvero soprpreso ed emozionato", ha sottolineato Bolle, primo

ballerino in Italia ad aggiudicarsi la famosa stella.

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