La Fifa, con un post pubblicato su

propri social, "prende atto delle scuse pubblicate oggi dal

Times a seguito di un rapporto inaccurato e dannoso".

E' la stessa Federcalcio mondiale a ricostruire la vicenda,

riportando le precisazione del quotidiano inglese: 'Il 13

ottobre abbiamo riportato che Gianni Infantino aveva ricevuto

una seconda retribuzione dalla Fifa, che la Fifa non aveva

divulgato. Ciò è inesatto. Non c'era alcuna seconda

retribuzione". I regolamenti non richiedono alla Fifa di

includere nel suo rapporto annuale le spese e i rimborsi

ricevuti dal signor Infantino, poiché non sono considerati

compensi ai sensi dei requisiti di segnalazione svizzeri.

Accettiamo inoltre che il signor Infantino non abbia acquistato

una proprietà a Miami a un valore presunto sottostimato, come

avevamo riportato, e né lui né la sua famiglia sono i

proprietari legali o beneficiari di Shadi LLC e non esercitano

alcun controllo su quella società, come avevamo suggerito.

Siamo lieti di apportare queste correzioni e ci scusiamo con il

signor Infantino e la Fifa per gli errori' ".

La Fifa riafferma che "esiste uno sforzo concertato e in

corso da parte di alcuni per minare la Fifa e il suo presidente"

ed "esorta i media ad agire in modo responsabile e a verificare

attentamente tutte le fonti per prevenire la pubblicazione e la

successiva riproduzione di informazioni false e diffamatorie".

"La Fifa - conclude la nota - accoglie con favore un esame

legittimo. Ma l'esame non è una licenza per amplificare false

accuse. Laddove il reportage sia inaccurato, fuorviante o

totalmente falso, come in questo caso, la Fifa continuerà a

contestarlo direttamente e con vigore".

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