Anche le sorti del sito Electrolux

di Cerreto d'Esi (Ancona) sono state discusse oggi, seppur dal

tardo pomeriggio in poi, durante la quarta seduta del tavolo

tecnico al ministero delle Imprese e del Made in Italy che ha

preso il via oggi poco dopo le 11 e conclusasi intorno alle 20;

la riunione riprenderà domani intorno alle 11 in sede

ministeriale.

Al rientro dalla pausa estiva, si è prima tirato le fila

della vertenza con la multinazionale svedese che ha ribadito le

proprie condizioni per rivedere il piano che prevede oltre 1.700

esuberi in tutta Italia di cui oltre 700 in funzioni di staff e

170 a Cerreto D'Esi con annessa la chiusura dello stabilimento,

che sono essenzialmente legate a tre filoni: recuperare

competitività su energia, produttività del lavoro e modifica

della tassa Cbam che oggi insiste sulle importazioni dei soli

componenti, ma non sugli elettrodomestici finiti.

Quindi, si è passati a discutere di ogni singolo stabilimento

in Italia dei 5 presenti con molto tempo dedicato a ciascun

sito. E, in chiusura, di riunione a parlare di un'ipotetica

riduzione del numero degli esuberi. Quindi, il tavolo è stato

aggiornato a domani mattina. Da quel che filtra dai partecipanti

alla riunione, si è evidenziata la complessità della trattativa

che non ha permesso di sviscerare progetti e problematiche per

tutti i siti del Gruppo in Italia.

L'auspicio dei rappresentanti sindacali è che, invece, ci

siano novità sostanziali perché, è stato ribadito a più riprese,

nessun accordo sarà possibile se sono presenti esuberi e non si

trova una soluzione per il sito cerretese, scongiurandone la

chiusura.

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