Le Commissioni Bilancio di Camera e Senato svolgono le seguenti audizioni presso la Sala del Mappamondo della Camera per l’attività conoscitiva preliminare all’esame del Documento programmatico di finanza pubblica 2026, ai sensi dell’articolo 118-bis, comma 3, del Regolamento della Camera e dell’articolo 125-bis, comma 3, del Regolamento del Senato:
ore 14.00 rappresentanti della Corte dei conti
ore 14.45 rappresentanti dell’ISTAT
ore 15.30 rappresentanti del CNEL
ore 16.15 rappresentanti di Banca d’Italia
ore 17.00 Presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, Lilia Cavallari
ore 18.00 Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti.
Giorgetti: 'La manovra sarà definita dopo la chiusura della procedura Ue sulla Nec'
"La procedura europea di approvazione della richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, come delineata dal regolamento sul braccio preventivo della nuova governance, non è ancora conclusa, dovendosi attendere la formale approvazione del Consiglio: è in questo contesto e all'interno di tale procedura che deve essere letto il contenuto programmatico del Dpfp". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti in audizione sul Dpfp.
"La composizione della manovra sarà quindi definita alla luce del completamento della procedura europea - ha aggiunto - ed elementi saranno forniti nel Documento programmatico di bilancio (Dpb) che, a breve, il Governo trasmetterà al Parlamento e alle Autorità europee".
L'economia italiana ha dimostrato una "significiativa capacità di tenuta", in uno "scenario contraddistinto da elevata incertezza", ha spiegato Giorgetti. "La credibilità finanziaria del paese, ancora più in fasi come questa, è una risorsa che va preservata. L'Italia ha dimostrato di saper rispettare gli impegni assunti e mantenere un percorso di finanza pubblica sostenibile", ha aggiunto.
"Il quadro che emerge dal Dpfp è quello di un Paese che, pur trovandosi ad affrontare un contesto internazionale complesso e condizioni finanziarie meno favorevoli, ha continuato a crescere, sostenuto dalla domanda interna e dalla solidità del mercato del lavoro, e può contare su un percorso di finanza pubblica prudente e credibile", ha rimarcato il ministro.
"La sfida rimane quella di contemperare due esigenze imprescindibili: da un lato, la prosecuzione del percorso di consolidamento dei conti al fine di preservare la fiducia dei mercati; dall'altro, l'utilizzo degli spazi disponibili per sostenere, con interventi selettivi, gli investimenti, la competitività e le esigenze concrete di famiglie, lavoratori e imprese". "È un equilibrio - ha aggiunto - che richiede sì prudenza, ma soprattutto capacità di individuare con chiarezza le priorità".
Upb: 'Rischi al rialzo sulla traiettoria del debito. Margine ridotto per l'uscita dalla procedura d'infrazione'
L'Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) ha validato le previsioni macroeconomiche programmatiche del Documento programmatico di finanza pubblica 2026. L'esito positivo è stato comunicato dalla presidente Lilia Cavallari in audizione sul Dpfp davanti alle Commissioni Bilancio congiunte di Senato e Camera dei Deputati. L'esercizio di validazione è stato svolto dall'Upb sulla base delle sue previsioni insieme a quelle appositamente realizzate per l'Ufficio da quattro istituti indipendenti. Lo scenario programmatico è stato validato in quanto le principali variabili macroeconomiche risultano generalmente ricomprese in un intervallo accettabile rispetto alle attese del panel Upb, soprattutto nel 2026-27, mentre vi sono marginali sforamenti del limite superiore nel biennio 2028-29, quando sarebbero lievemente ottimistiche.
"Il rapporto tra debito pubblico e Pil, secondo le simulazioni dell'Upb, inizierebbe a ridursi soltanto nel 2029, un anno più tardi rispetto al quadro delineato dal Dpfp". Lo ha detto Cavallari spiegando che "un ulteriore elemento di rischio è rappresentato dal peggioramento delle condizioni di finanziamento. Sulla base delle aspettative di mercato aggiornate alla media dei dieci giorni precedenti il 2 ottobre, l'Upb stima una maggiore spesa per interessi rispetto al Dpfp, con un incremento di circa 4,5 miliardi nel 2029".
"Con le medesime ipotesi, il rapporto debito/Pil si attesterebbe al 138,4 per cento nel 2029, circa 1,8 punti percentuali sopra la previsione del quadro programmatico. Le simulazioni probabilistiche confermano la presenza di rischi al rialzo sulla traiettoria ufficiale del debito".
"I rischi al rialzo del disavanzo per l'anno in corso appaiono relativamente contenuti. Tuttavia, dato il margine ridotto, anche scostamenti di entità limitata nella parte finale dell'anno potrebbero compromettere l'uscita dalla procedura" d'infrazione", ha affermato Cavallari.
"Dalle informazioni disponibili in ReGiS al 5 ottobre scorso risultano impegnate somme per 193 miliardi e spesi 133,4 miliardi. Dei 59,6 miliardi ancora da spendere, 20 riguardano strumenti finanziari, i cui effetti si manifesteranno in parte oltre il 2026, e 39,6 altri interventi, alcuni destinati a concludersi dopo la scadenza del Piano", ha aggiunto.
"Le economie a oggi accertate ammontano a 3,29 miliardi; ne consegue che le risorse effettivamente impiegate per la realizzazione dei milestone e target (M&T) si riducono a circa 191,1 miliardi e potrebbero diminuire ulteriormente qualora emergessero economie generate dai singoli progetti di cui non è possibile, allo stato attuale, fornire una quantificazione puntuale".
"L'Upb, sulla base di risultanze preliminari, ha evidenziato che gli stanziamenti assegnati alle misure hanno permesso di finanziare un numero maggiore di interventi rispetto a quelli necessari per il conseguimento dei M&T. Permangono profili di incertezza - ha detto - circa le modalità di reimpiego delle risorse Pnrr riguardanti i progetti che non concorrono al raggiungimento dei M&T. Questi aspetti sono stati chiariti prendendo due casi a titolo di esempio: i Piani urbani integrati (Pui) - progetti generali; il Piano asili nido e scuole dell'infanzia e il Piano di messa in sicurezza dell'edilizia scolastica che devono essere analizzati in modo integrato".
"Le previsioni macroeconomiche dell'Upb aggiornate per l'esercizio di validazione indicano una crescita del Pil dell'1,1 per cento nel 2026, che poi si riduce gradualmente, allo 0,8 per cento nel 2027, 0,7 nel 2028 e 0,6 nel 2029", ha quindi sottolineato Cavallari. "Confrontando tali proiezioni con quelle del Mef, le attese dell'Upb risultano appena più elevate nel 2026, coincidenti sul 2027 e più prudenti per 0,2 punti percentuali di Pil nel 2028 e nel 2029.
"Secondo l'Upb - ha detto - l'impulso espansivo della manovra deriverebbe principalmente dagli investimenti, la cui crescita fletterebbe tuttavia dall'1,4 per cento nel 2027 a zero nel 2028, per poi diventare negativa (-0,6%) nel 2029".
"L'impatto espansivo della manovra stimato nel Dpfp è coerente con le valutazioni dell'Upb, con minime differenze nella distribuzione temporale degli effetti. L'incremento del Pil attribuibile alla manovra è pari a 0,3 punti percentuali, sia nello scenario del Mef sia in quello dell'Upb, considerando l'intero orizzonte temporale del Dpfp; riguardo all'impatto nei singoli anni, per l'Upb e tutti gli altri componenti del panel nel 2029 sarebbe lievemente restrittivo, mentre per il Mef è neutrale". Lo ha detto la presidente dell'Upb Lilia Cavallari in audizione sul Dpfp.
Per la prossima legge di bilancio "il grosso è rappresentato dall'utilizzo delle clausola di salvaguardia nazionale, quindi dell'incremento delle spese per la difesa e per l'energia. Margini ulteriori non ci sono perché la spesa netta che è l'indicatore che si usa tendenziale è uguale alla spesa programmatica, quindi margine ulteriori al di là della clausola di salvaguardia non ci sono", ha concluso Cavallari.
Bankitalia: 'Tenuta dell'economia superiore alle attese, rischi dalle crisi ai mercati'
"In un contesto internazionale segnato da grande instabilità, l'economia italiana, come quella europea, ha mostrato una tenuta superiore alle attese. Il Pil è aumentato nella prima parte del 2026 e dovrebbe continuare a espandersi nella seconda parte dell'anno e nei prossimi anni, sebbene a ritmi contenuti dagli effetti del rincaro dell'energia e dall'aumento dei costi di finanziamento". Lo ha detto il capo dipartimento economia e statistica della Banca d'Italia Andrea Brandolini in audizione sul Dpfp.
"L'evoluzione della crisi in Medio Oriente, le estese tensioni geopolitiche e l'andamento dei mercati finanziari, anche in relazione agli sviluppi connessi con l'intelligenza artificiale, rappresentano rilevanti fonti di rischio per l'economia mondiale e, di riflesso, per quella italiana", ha detto.
"L'incertezza rimane molto elevata. Il quadro previsivo per l'economia mondiale è fortemente dipendente dall'evoluzione del conflitto in Medio Oriente e dalle sue ripercussioni sulle catene globali di produzione e sui prezzi delle materie prime. Ulteriori rischi derivano dalla possibilità di un peggioramento delle condizioni finanziarie a seguito di nuovi aumenti dei rendimenti a lungo termine a livello globale o di eventuali correzioni dei mercati azionari concentrate nel comparto tecnologico", ha proseguito Brandolini.
"In Italia, l'attività economica ha continuato a espandersi nella prima metà dell'anno: il Pil è aumentato dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. La crescita è stata sostenuta dalla domanda interna e in particolare dai consumi delle famiglie, favoriti anche dal buon andamento dell'occupazione e del reddito disponibile. L'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ha continuato ad alimentare la spesa in opere pubbliche e nelle costruzioni non residenziali. Sotto la spinta della transizione digitale, è proseguita l'accumulazione di beni immateriali. Le informazioni disponibili indicano che la crescita sarebbe proseguita anche nel terzo trimestre", ha aggiunto.
"L'inflazione è aumentata nei mesi più recenti, principalmente per effetto dei rincari dell'energia. L'inflazione di fondo è sostanzialmente stabile. Rispetto alla crisi energetica del 2021-22, il rincaro dei prodotti energetici è finora assai più contenuto e non emergono segnali di una significativa trasmissione alle altre componenti dei prezzi", ha spiegato ancora Brandolini.
"Nel complesso il quadro congiunturale appare più favorevole di quanto atteso a giugno. Le prospettive di medio termine risentono del rialzo dell'inflazione e delle condizioni finanziarie più restrittive, che verosimilmente determineranno un temporaneo rallentamento della domanda interna", ha sottolineato aggiungendo che "l'attività economica dovrebbe tuttavia tornare a rafforzarsi dalla seconda metà del 2027, man mano che si attenueranno le pressioni inflazionistiche. Gli sviluppi prefigurati nel Dpfp sono coerenti con questo quadro sia nelle proiezioni tendenziali, che collocano la crescita all'1% quest'anno, allo 0,6 nel prossimo e allo 0,8 nel 2028, sia nei programmi, in cui la crescita sarebbe più elevata di 0,3 punti percentuali nel biennio 2027-28 grazie alle maggiori spese in difesa e sicurezza energetica".
"È soprattutto fondamentale consolidare la capacità di crescita del Paese, rafforzando i segnali positivi riscontrati negli ultimi anni e che sono alla base dell'andamento superiore alle attese nel 2026", ha evidenziato ancora Brandolini. "Sotto questo profilo, è importante mantenere l'attenzione alla composizione della spesa pubblica. Sia le nuove spese per la difesa e l'energia sia le risorse destinate tradizionalmente al sostegno dell'economia - ha aggiunto - potranno favorire maggiormente la dinamica della produttività quanto più si privilegerà la componente di investimento rispetto a quella di natura corrente e si selezioneranno progetti con rendimenti alti ma che, per i loro costi o per il profilo di rischio, non si prestano a essere intrapresi da soggetti privati".
Istat: 'Con la risalita dell'inflazione att
