"Un narcisista patologico, un manipolatore e un impostore" ma "lucido e razionale" nell'attuare il suo piano di morte per la compagna Anastasia e pochi giorni dopo per la figlioletta, Andromeda, di appena 14 mesi. Così il pm di Roma Antonio Verdi ha descritto Francis Kaufmann, autore del duplice femminicidio di Villa Pamphili per il quale ha chiesto l'ergastolo e l'isolamento diurno della durata di tre anni.
I fatti risalgono al giugno del 2025. "Ricordo ancora quella telefonata del 7 giugno, ero di turno esterno - ha esordito in aula il rappresentante dell'accusa -. Ricordo quel sopralluogo nel grande parco verde della Capitale e il corpo della piccola Andromeda, nudo e abbandonato tra le piante, sembrava una bambola". Il pm ha poi raccontato del ritrovamento del corpo di Anastasia Trofimova, la ragazza di origini russe che aveva dal 2023 una relazione con il 47enne americano.
"I due corpi erano a distanza di un centinaio di metri - ha aggiunto davanti alla Prima corte d'Assise il pm -, quello di Anastasia era sotto un telo". Verdi ha ricostruito i vari passaggi della vicenda leggendo anche le tante mail che i genitori di Anastasia le hanno inviato per metterla in guardia su Kaufmann e sul suo comportamento "manipolatorio". I tre, prima del tragico epilogo, vivevano da oltre un mese all'interno di Villa Pamphili dove trascorrevano la notte in giacigli di fortuna. Kaufmann si trovava a Roma da mesi, cercava improbabili sbocchi professionali proponendo sceneggiature di film. Il pm ha, inoltre, ricordato che il cittadino americano è stato fermato in strada dalle forze dell'ordine per essere identificato almeno in tre circostanze. L'ultima risale al 5 giugno dell'anno scorso, quando Anastasia era già stata uccisa e lui si trovava - visibilmente ubriaco - con la piccola Andromeda. "Gli agenti non hanno fatto bene il loro mestiere, se avessero fatto quello che andava fatto forse la bimba sarebbe ancora viva. Si sono fatti incartare da Kaufmann", ha detto il pm. Sul punto l'associazione Differenza Donna, parte civile nel processo, afferma che "la prevenzione è una responsabilità collettiva e un preciso compito delle istituzioni. I segnali di violenza devono essere riconosciuti e seguiti da interventi concreti. Chiediamo piena luce sulle possibili violazioni degli obblighi di protezione nei confronti di Anastasia e Andromeda". Nei confronti dell'imputato la Procura capitolina contesta il duplice omicidio aggravato e l'occultamento di cadavere.
Alla requisitoria si è arrivati al termine di un processo in cui non sono mancati i colpi di scena. Kaufmann è stato presente in aula sporadicamente. Nel corso della prima udienza, seduto accanto al suo avvocato, è stato protagonista di una sorta di soliloquio in cui ha ripetuto, a bassa voce, di essere "innocente e i testimoni citati in aula sono tutti mafiosi". I giudici per alcune settimane hanno sospeso il dibattimento per una perizia psichiatrica in base alla quale il californiano è stata riconosciuta una "incapacità temporanea di stare in giudizio".
Il 16 giugno scorso i giudici - che avevano disposto per l'imputato un percorso farmacologico - hanno sancito la ripresa del processo. "L'attuale stato fisiopsichico dell'imputato è compatibile con il regime detentivo, salva la necessità di apprestare - come precedentemente avvenuto e come nuovamente sollecitato - un adeguato monitoraggio clinico", hanno scritto in una ordinanza. La sentenza è attesa per il 5 novembre. Al termine della requisitoria il pm ha mostrato un breve video di Andromeda ricordando come la piccola sia stata strappata alla vita, "una bimba che non avrà mai la consapevolezza di essere stata un essere umano perché è stata uccisa" in modo brutale.
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