Un’altra aggressione omofoba, la terza in pochi giorni, a Bologna, la città che per prima ha visto nascere all’inizio degli anni Ottanta un circolo gay, il Cassero, da sempre aperta e inclusiva. Ma il clima ora si sta facendo pesante. A raccontare l’episodio di cui è stato protagonista Giorgiomaria Cornelio, 29 anni, poeta originario delle Marche, firma di Repubblica, che vive a Venezia ma che spesso frequenta Bologna. «Ieri all’ora di pranzo era con due ragazzi, uno di origine straniera – spiega Cornelio – all’incrocio tra via Mascarella e via Belle Arti, in pieno centro, nella zona universitaria. Un uomo già alterato e con una bottiglia in mano si è avvicinato e prima se l’è presa con il mio amico insultandolo e urlandogli offese razziali, poi ha cominciato a inveire anche contro di me, “froci, stranieri, vi ammazzo, vi taglio la gola”. Si toccava i pantaloni e diceva che aveva un coltello. Ha colpito il mio amico, che si è spaventato molto, con un ceffone, urlandogli “mi prudono le mani”. Ho chiamato la polizia che poi è intervenuta bloccandolo e spiegandoci che è uno che è stato protagonista di altri episodi violenti».

Il punto però, ci tiene a sottolineare Cornelio, è che uno che dà in escandescenze lo faccia proprio con offese razziali e omofobe: «Purtroppo – continua – il segnale è proprio questo, di un clima di violenza che si sfoga su omosessuali e stranieri. E’ sintomatico che avvenga anche in un luogo queer come è sempre stata Bologna».