Trentadue anni fa, nel 1994, in
Lamerica, Gianni Amelio aveva raccontato gli sbarchi
dall'Albania. Oggi il regista torna ad affrontare i temi della
migrazione e dell'accoglienza in Nessun dolore, con Alessandro
Borghi, Valeria Golino, Valerio Mastandrea Beidja Yahiaoui,
Ramzi Lafrindi, al debutto fuori concorso, e in sala dal 24
settembre con 01 Distribution.
"Oggi la migrazione credo che sia diventata il problema dei
problemi, e in questo chiamo in causa, senza nominarlo tanto voi
lo conoscete, l'attuale Presidente degli Stati Uniti, che penso
abbia dettato, forse inconsapevolmente, anche al resto del
mondo, un comportamento suicida, oltre che fratricida - dice il
regista in conferenza stampa -. Gli Usa sono stati un punto di
accoglienza di tutti i popoli, hanno tutte le etnie possibili e
sono sembrati per anni e anni il simbolo della democrazia.
Adesso è tutto il contrario".
Per quanto riguarda invece la collocazione fuori concorso del
film, Amelio spiega con un sorriso di sentire "un senso di
profonda liberazione. Uno che è stato in concorso 8 volte, 4
volte in giuria, che cosa pretende di più? Io posso dare ancora,
ma ho già dato. Essere fuori concorso mi libera da un'ansia che
ti viene per forza quando sei in gara con un'altra persona. Noi
cineasti non siamo cavalli in una corsa". Fuori concorso "si sta
benissimo, ringrazio Barbera... poi non penso che mi avrebbero
dato un altro leone" chiosa con un sorriso.
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