MARCO LIORNI, "DOVE LA LUCE RITORNA"
(RAI LIBRI, PP. 256, EURO 20,00)
Una famiglia che perde le proprie certezze, il trasloco
simbolico in un vecchio faro lontano dal caos cittadino e
l'occasione per ridefinire i contorni della propria esistenza,
superando il sottile confine che separa ciò che siamo davvero da
come gli altri ci percepiscono. In 'Dove la luce ritorna', il
nuovo romanzo edito da Rai Libri e sugli scaffali dal 28
ottobre, il conduttore dell'Eredità e autore televisivo Marco
Liorni attinge a piene mani dal vasto bagaglio di storie
incrociate durante la sua carriera sul piccolo schermo oltre che
dalla propria vicenda personale per costruire una narrazione
intima, commovente e a tratti ironica.
La trama segue le vicende dell'attore Paolo, intrappolato nel
fantasma del personaggio che lo ha reso celebre, di sua moglie
Amedea, stremata dalle assurdità della burocrazia quotidiana, e
dei loro figli Luisa e Giulio, costretti a fare i conti con un
inaspettato ritrovamento del passato che farà crollare ogni
residua finzione. Il volume rappresenta anche un importante
gesto di solidarietà, poiché l'autore destinerà l'intero
ricavato delle vendite dell'edizione cartacea ad associazioni
benefiche ed iniziative di utilità sociale.
Sul senso del libro e sul valore delle relazioni umane è
intervenuto il sacerdote Don Antonio Coluccia, da sempre in
prima linea nelle periferie romane contro lo spaccio e
l'emarginazione: "La maggior parte di noi è cresciuta in un
mondo analogico, mentre i nostri figli vivono in un mondo
digitale. Come possiamo comprendere la loro vita? Credo che la
password sia questa: abitare la vita, ascoltare. L'ascolto fa
miracoli. Quando parliamo delle periferie della nostra capitale,
dovremmo parlare di diritti negati. Molto spesso ci sono gravi
vuoti istituzionali. Le sofferenze e tutto ciò che attraversiamo
non hanno mai l'ultima parola. Hanno la penultima".
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