Dopo Boselli e Peano, oggi è il Colombatto a essere occupato e assaltato da parte degli studenti e da un gruppo di esterni incappucciati: dopo un primo tentativo di ieri, stamattina i ragazzi sono tornati per “prendere possesso” della succursale (di fronte alla sede principale). Ad attenderli c’erano anche i militanti di Azione Studentesca, che hanno cercato di impedire l’ingresso agli occupanti. I quali hanno cercato di farsi largo con un estintore nel piazzale di fronte all’ingresso.
Ma l’occupazione è stata solo rimandato: poco dopo le 10 gli insegnanti e la preside Silvia Viscomi hanno accompagnato fuori gli studenti che non volevano partecipare all’assalto: “Siamo terrorizzati, non era mai successo nulla di simile al Colombatto” si sfoga una professoressa. “Dobbiamo tutelare i ragazzi da chi sta cercando di assaltare” si limita a dichiarare la dirigente in uno dei momenti più concitati.
Poco dopo gli occupanti, un centinaio tra alunni ed esterni incappucciati, si sono barricati all’interno piazzando banchi e altri arredi davanti alla porta. Poi hanno svuotato gli estintori sotto gli agenti della Digos, che hanno poi inseguito e bloccato un ragazzo che aveva rifiutato di farsi identificare: “Da lungo tempo la nostra comunità scolastica vive problematiche interne ed esterne profonde, che vanno dalla mancanza di ascolto da parte della dirigenza a un clima di continua repressione nei confronti di chiunque provi a esprimere disagio o a proporre un cambiamento - rivendicano i promotori della protesta - Di fronte a questo silenzio istituzionale, abbiamo deciso di mobilitarci per far valere i nostri diritti e far ascoltare la nostra voce”.
Intanto l’occupazione diventa anche un caso politico, con i militanti di Azione studentesca convinti che “i veri studenti vogliono semplicemente studiare e costruirsi un futuro libero dall’arroganza di antagonisti e maranza. Ormai le scuole vanno difese schierandosi fisicamente per impedire i blocchi e noi saremo sempre in prima linea insieme ai ragazzi del Colombatto e di tutte le scuole che non si piegano”. Replicano gli studenti che promuovono l’occupazione: “Nonostante le intimidazioni da parte di un gruppo di neofascisti all’entrata, tra cui i rappresentanti di istituto che fanno parte di gioventù nazionale, non ci siamo fatti fermare. Oggi siamo riusciti ad entrare nella succursale dell’istituto e ad avviare l'occupazione. La nostra protesta rimane rigorosamente pacifica e responsabile. Non siamo qui per distruggere la scuola, ma per difenderla e migliorarla”.
Dalla questura, nel frattempo, comunicano di aver identificato i promotori delle agitazioni al Peano, di età compresa tra i 16 e i 20 anni, ritenuti responsabili dei danni agli arredi, computer e materiale didattico con l’utilizzo indebito degli estintori a polvere



