AUGUSTO RUBEI, LA STRADA (PIEMME, PP
190, EURO 18,90). Una storia di riscatto rivolta ai giovani
delle periferie segna l'esordio di Augusto Rubei, giornalista e
manager della comunicazione.
Il libro, 'La strada', liberamente ispirato alla sua vita, esce
il 29 settembre per Piemme e lo stesso giorno sarà presentato a
Roma, alla Galleria Alberto Sordi, in un dialogo con Fiorenza
Sarzanini.
Dalla periferia più dura di Roma ai palazzi del potere, Rubei
racconta la storia di Pietro, per tutti "Pietruccio", un bambino
goffo e impacciato che nasce a San Basilio, dove l'infanzia
finisce presto e nessuno ti spiega come si diventa grandi.
"Quando mi chiedono cosa mi abbia dato la borgata io rispondo
sempre la stessa cosa: tutto. E quando mi chiedono cosa mi abbia
tolto, rispondo ancora la stessa cosa: tutto" dice Rubei che è
stato portavoce del Ministero della Difesa e del Ministero degli
Affari Esteri e ha curato alcune tra le più rilevanti campagne
elettorali della storia recente.
Intorno a Pietro, una generazione di coetanei che sembra
destinata a sparire nel nulla, inghiottita dalla paura, dal
silenzio, dalla droga. Poi arriva un giorno che Pietro non
dimenticherà più. Un giorno che gli mostra che la sua vita può
prendere soltanto due direzioni: restare lì, dentro il destino
che altri sembrano aver già scritto per lui, oppure cercare un
varco, anche minuscolo, e passarci attraverso. La strada diventa
la sua prima scuola. Gli insegna a difendersi, a leggere il
pericolo, a non fidarsi delle apparenze. Ma gli insegna anche
qualcosa di più feroce e prezioso: che la salvezza, quando non
te la consegna nessuno, devi imparare a prendertela.
Così Pietro attraversa mondi che sembravano vietati a uno come
lui, fino a entrare nelle stanze più importanti e riservate del
Paese. Ma più si allontana, più comprende che il vero riscatto
non è dimenticare da dove sei venuto. È riuscire ad andare
lontano portandoti dietro, senza vergogna, il punto esatto da
cui sei partito.
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