"La mia posizione rispetto al

conflitto russo-ucraino è sempre stata molto chiara, da ancor

prima dello scoppio della guerra, ancor prima dell'invasione del

2022, dalla guerra del Donbass. Non penso però di poter parlare

degli aspetti politici della situazione". Lo dice in conferenza

alla Mostra del Cinema di Venezia il regista russo dissidente

Ilya Khrzhanovsky in concorso con Dau, una presenza al festival

che è stata contestata dal governo ucraino, secondo cui il film

sarebbe uno strumento di propaganda filorussa. Accuse respinte

nei giorni prima della Mostra dal cineasta e dal direttore del

festival Alberto Barbera.

"L'Ucraina si trova in un momento di terribile e sanguinosa

guerra, che dura da più di 4 anni. Penso che sopravvivrà,

rimarrà forte e preserverà la sua indipendenza e avrà un futuro

migliore - aggiunge Khrzhanovsky -. Ma al momento, la tensione è

talmente alta che l'unica cosa che posso augurarle è la pace e

che il governo ucraino abbia il successo più ampio possibile.

Che salvi il Paese e vinca questa guerra".

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