"La riduzione del corpo

a 'oggetto', di cui disporre arbitrariamente, è sempre negazione

della dignità della persona". Lo ha detto il Papa nell'udienza

generale proseguendo le catechesi sui documenti del Concilio

Vaticano II.

Rilanciando le affermazioni della Costituzione 'Gaudium et

spes', il Pontefice ha sottolineato che "non è lecito

disprezzare la vita corporale dell'uomo, e occorre considerare

buono e degno di onore il proprio corpo, appunto perché creato

da Dio e destinato alla risurrezione nell'ultimo giorno,

vigilando che esso non si renda schiavo delle perverse

inclinazioni del cuore".

La dignità della persona "è affidata alla responsabilità di

ciascuno: allo stesso tempo, essa esige anche solidarietà e cura

reciproca, superando le numerose falsificazioni e manipolazioni

che tuttora ne deturpano la percezione e ne ostacolano la

realizzazione". "Creati a immagine di Dio, per mezzo di Cristo

e in vista di Lui, abbiamo ricevuto una dignità unica e

indelebile. Impegniamoci a promuoverla e difenderla sempre".

Infine Leone XIV ha anche ricordato che "tre sono le

espressioni più significative della dignità della persona che la

Gaudium et spes richiama: l'intelligenza, che rende l'essere

umano cercatore insaziabile della verità; la coscienza, per

mezzo della quale egli dà unità e senso alla propria vita; la

libertà, che lo rende protagonista responsabile delle proprie

decisioni. Sono dimensioni strettamente connesse tra loro: è

nella coscienza che la verità viene riconosciuta come tale e la

libertà può sperimentarla come suo fondamento e possibilità", ha

concluso il Papa.

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