"Il messaggio più interessante di

questa nuova edizione 2026 TTG In Out, progetto al quale già da

qualche anno stiamo lavorando che fino a qualche tempo tutto il

mondo veniva a Ttg per comprare l'Italia. Quello che sta

cambiando e che oggi con l'edizione 2026 è diventato veramente

evidente e percepibile è che oggi arriva il mondo per comprare

il mondo". Lo dice Maurizio Ermeti, presidente di Italian

Exhibition Group (Ieg) che ha organizzato la 63/a edizione di

Ttg Travel Experience e InOut | The Hospitality Community che si

è appena conclusa a Rimini.

"Questo - aggiunge - è quello a cui noi aspiravamo già da

diverso tempo e che con l'edizione 2026 è diventato una realtà

che per noi segna una sorta di cambio di paradigma e ci prepara

di fatto anche a un rilancio ulteriore nei prossimi anni della

manifestazione come leader nel Mediterraneo per il turismo

mondiale". La fiera oggi ha 2800 espositori provenienti da 75

paesi: "Ci sono mille buyer che arrivano da tutto il mondo sia

per l'edizione di Ttg che per In Out, sono 28 i padiglioni che

sono occupati per una superficie complessiva di 144mila metri

quadrati. Questo dà la dimensione di una fiera di grande

importanza, oltre che ovviamente di contenuti che ovviamente

sono presenti all'interno della manifestazione e che sono il

cuore pulsante della fiera stessa".

Sulla parte di Hotellerie e Outdoor Ermeti spiega: "Questo è un

altro punto di forza della manifestazione, un'area dedicata al

business della vendita dei prodotti turistici, e dall'altra

parte per gli operatori che sono già qua per questo scopo la

possibilità di avere una panoramica sempre più ampia di quelle

che possono essere le attrezzature, i servizi e le tecnologie

che possono servire alle imprese della filiera turistica per

migliorare e innovarsi".

C'è poi il leit motiv che ha guidato anche il titolo della

manifestazione di quest'anno "Exist": "Sembrava un po' forte

come concetto, in realtà c'è stato un impegno da parte nostra di

cercare di leggere quello che poteva essere "lo stereotipo" del

turista contemporaneo e di quello che probabilmente sarà sempre

di più in futuro. È un turista che sempre di più vive la

quotidianità con gli impegni di tutti i giorni, con la vita un

po' stressante quotidiana, con la sovraesposizione mediatica

della comunicazione e anche con la pressione molto forte della

tecnologia che di fatto oggi assorbe quasi completamente lo

spazio di tempo che abbiamo a disposizione. E quindi oggi quasi

per forza si riesce a trovare noi stessi soltanto quando

rompiamo questo schema, cioè quando partiamo per un viaggio,

quando partiamo per una vacanza anche breve, e questo giustifica

anche tanto il cambiamento di tendenza per cui da un viaggio

all'anno le persone oggi si muovono per più momenti nel corso

dell'anno, proprio perche c'è un bisogno molto forte di rompere

lo schematismo e ritrovare sempre di più il contatto con se

stessi. Questa sembra una cosa semplice, in realtà pone al mondo

e ai professionisti del turismo una domanda molto forte, cioè

come organizzare le vacanze del futuro. Perche se prima poteva

bastare organizzare viaggio, fornire un albergo, fornire un

campeggio etc. Oggi quello su cui bisogna lavorare è programmare

delle esperienze talmente forti, talmente in grado di entrare

sotto pelle alle persone per consentire loro di ottenere

quell'effetto che loro cercano, e cioè di entrare in contatto

con se stessi, ritrovarsi, ricapire che ci sono che esistono

appunto".

Il Ttg si conferma una grandissima occasione per il territorio:

"E' riuscita a trasformare in questi anni una destinazione che

era più o meno simile a tante altre destinazioni turistiche che

operano nei quattro mesi durante l'estate, è una città che oggi

è viva e attiva e consente a un sacco di attività della fiera

del turismo di rimanere aperte 365 giorni l'anno. Oltre a questo

naturalmente, questa particolare fiera Ttg è ancor più importane

per noi perché in una destinazione che vive di turismo, ogni

anno ha la possibilità di portare il meglio del settore, di

formarsi, di imparare, di conoscere anche per gli operatori del

territorio che beneficiano certamente da una parte di un indotto

che si crea con la manifestazione, ma anche proprio come motivo

di apprendimento, di accompagnamento, di insegnamento, per

migliorare se stessi e questo ha prodotto nella nostra città

negli anni già un enorme cambiamento, la città è cambiata anche

fisicamente ripensandosi per programmare un percorso e nel tempo

diventare a tutti gli effetti una città attiva 365 giorni

all'anno".

Riproduzione riservata © Copyright ANSA