In Italia, il vantaggio salariale per

gli adulti con la laurea è inferiore alla media Ocse: i

lavoratori a tempo pieno laureati o con specializzazioni post

laurea guadagnano il 35% in più rispetto a coloro che hanno

un'istruzione secondaria superiore o post-secondaria non

universitaria, contro una media del 54% nei paesi Ocse. E'

quanto emerge dal rapporto Ocse Education at a glance 2026 dal

qale si evince anche che in Italia gli insegnanti guadagnano

sostanzialmente meno rispetto ad altri lavoratori con istruzione

terziaria: gli insegnanti della scuola dell'infanzia guadagnano

in media il 36% in meno e quelli della scuola secondaria di

primo grado il 33% in meno. Tuttavia, aggiunge il rapporto,

l'Italia ha recentemente adottato misure per aumentare gli

stipendi degli insegnanti.

In Italia gli insegnanti tendono ad avere una età elevata:

nel 2024, il 36% degli insegnanti delle scuole secondarie aveva

55 anni o più (in calo rispetto al 46% del 2015), rispetto al

23% degli occupati in possesso di almeno una laurea magistrale e

al 23% della popolazione occupata complessiva. In media, nei

paesi per i quali sono disponibili dati, il 25% degli insegnanti

delle scuole secondarie ha 55 anni o più, rispetto al 19% degli

occupati in possesso di almeno una laurea magistrale e al 21%

della popolazione occupata complessiva.

Sul fronte delle risorse finanziarie per l'istruzione, nei

paesi Ocse, la spesa pubblica per l'istruzione primaria e

post-secondaria non terziaria ammontava al 3% del Pil nel 2023,

mentre raggiungeva l'1% a livello terziario. In Italia, la spesa

pubblica era inferiore, pari al 2,7% per l'istruzione primaria e

post-secondaria non terziaria e allo 0,7% per l'istruzione

terziaria (l'università). La spesa privata si attestava in media

allo 0,3% del PIL nei paesi Ocse per l'istruzione primaria e

post-secondaria non terziaria e allo 0,4% per l'istruzione

terziaria, mentre in Italia raggiungeva rispettivamente lo 0,1%

e lo 0,2%.

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