Un paesino montano apparentemente
idilliaco, Vallata, viene colpito da una frana apparentemente
innocua. In realtà l'evento diventa il motore della misteriosa
amnesia capace di cancellare i ricordi degli ultimi sei anni di
vita in alcuni degli abitanti (bambini e anziani esclusi). E' il
punto di partenza di Memoriae, la nuova serie,
thriller/drama/mistery diretta da Cosimo Alemà e Isabella
Aguilar, con Dario Aita, Gaia Messerklinger, Anna Godina, Paola
Sambo, Roberto Citran al debutto in anteprima alla Festa del
cinema di Roma e poi su Raiplay dal 23 ottobre con i primi sei
episodi
Il racconto, una coproduzione Rai Fiction - Filmclub
Distribuzione
in associazione con Minerva Pictures, nasce dalla sfida di voler
fare "qualcosa di originale e poco comune nel panorama italiano
- spiega Aguilar -. Devo dire una sfida graditissima perché il
genere in Italia non è spesso praticabile e comunque non con
questa felice libertà di sperimentare, calando un genere
codificato nella nostra realtà". Come riferimenti "avevamo delle
serie che in qualche maniera erano riuscite a creare uno
spiraglio in Europa, come Les Revenants in Francia - osserva
Alemà -. In qualche modo per noi ha sempre rappresentato un
esempio di come si potesse raccontare un mistero attraverso dei
personaggi in cui il pubblico potesse identificarsi veramente".
Tra questi in Memoriae c'è il fotoreporter di guerra Matteo
(Aita), originario di Vallata, che dopo anni di di lontananza,
decide, alla notizia di quanto accaduto, di tornare nel paesino,
dove vivono ancora la sorella Chiara (Godina) e la madre. Nel
piccolo centro, messo in isolamento dalle autorità, Matteo
inizia ad indagare sul mistero insieme ad Alma (
Messerklinger), un'oncologa che si trovava in zona per
un'escursione ed è rimasta bloccata. Alcuni elementi utili
sembrano arrivare dalle visioni che tormentano Chiara: squarci
di un passato legati agli orrori della II Guerra mondiale.
"Questi personaggi sfidano l'impossibile - spiega Aita -. Ci
vuole molto coraggio per buttarsi alla scoperta di un buco nero.
E' ciò che ho amato molto della storia. Insieme i personaggi
affrontano questo trauma collettivo, grande nemico sconosciuto,
agiscono come comunità anche se ognuno di loro sa di avere una
responsabilità individuale". Una domanda centrale nella serie è
"se un trauma collettivo quando c'è il fattore tempo che si
interpone debba venire rimosso o ricordato - sottolinea Aguilar
-. Recentemente tutta l'onda anomala della cancel culture ha
sostenuto che va rimosso, una risposta completamente folle
rispetto a quello che eravamo abituati a fare". Un percorso di
rimozione "può portare soltanto a far riemergere, sotto forma
distorta, come uno spettro, quel passato. Qui le rimozioni
riguardano sia le storie singole dei personaggi che generazioni
e popoli interi, quindi ovviamente nel caso dell'Italia siamo
tornati non a caso al fascismo che è ancora un tema molto
attuale".
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