Il Museo archeologico

nazionale di Reggio Calabria, dopo la tappa al Museo

dell'Acropoli di Atene, ospiterà dal 22 ottobre al 31 dicembre

"Ispirazioni. Vite italiane dell'arte greca", la mostra

internazionale dedicata alle trasformazioni dell'arte greca nel

Mediterraneo promossa dal ministero della Cultura nell'ambito

delle attività del Piano Olivetti per la cultura. Una

collaborazione istituzionale, è scritto in una nota, "nel solco

delle eccellenti relazioni culturali fra Italia e Grecia,

rafforzate a seguito della visita istituzionale del ministro

della Cultura, Alessandro Giuli, ad Atene nel giugno 2025".

Il progetto è elaborato dal Dipartimento per la

valorizzazione del patrimonio culturale, tramite l'Istituto

centrale per la valorizzazione economica e la promozione del

patrimonio culturale, in collaborazione con il Museo

dell'Acropoli di Atene e il Museo archeologico nazionale di

Reggio Calabria. La mostra è curata da Alfonsina Russo, Nikolaos

Stampolidis, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro e Fabrizio

Sudano.

L'esposizione a Reggio Calabria, l'antica Rhegion, valorizza

il legame storico e culturale tra Grecia e Italia. In questo

contesto, il Museo, con le sue collezioni provenienti dai

principali centri della Magna Grecia e i Bronzi di Riace,

rappresenta un luogo di particolare rilievo.

"Ispirazioni. Vite italiane dell'arte greca" esplora il

significato storico e artistico assunto dall'arte greca in

Italia attraverso una selezione di capolavori conservati nei

musei italiani, raccontandone la lunga eredità culturale e le

trasformazioni nel corso dei secoli. Il progetto non presenta le

opere come oggetti isolati, ma ne ricostruisce le "biografie",

seguendone la circolazione, i trasferimenti, i riusi e i nuovi

significati assunti nei diversi contesti storici.

L'esposizione è articolata in sette sezioni e racconta le

molteplici forme di presenza, trasformazione e reinterpretazione

dell'arte greca nella Penisola, dalla tarda età del Ferro fino

al Novecento. Le opere sono ricollocate nel proprio orizzonte

storico e diventano documenti "parlanti", capaci di raccontare

storie di circolazione, scelte, riusi e trasformazioni culturali

che nei secoli hanno legato le due sponde del Mediterraneo:

attraverso il loro linguaggio iconografico e formale, raccontano

i valori di un'arte fondativa per l'identità occidentale e per

la cultura europea contemporanea. Il visitatore è accompagnato

dalle prime forme di presenza dell'arte greca nella Penisola,

anteriori alla conquista romana, fino alla nascita del

collezionismo moderno e della moderna storia dell'arte antica.

Tra le opere esposte figurano una statua femminile

proveniente dall'Acropoli di Atene, il Trono Ludovisi, la

Fanciulla di Anzio, le celebri teste bronzee dal relitto di

Porticello e importanti testimonianze del collezionismo e della

ricezione moderna dell'arte greca.

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