Nelle Marche la ricostruzione

privata ha chiuso 9.024 cantieri, il 62% del totale, mentre

5.534 sono ancora in corso. Questo il quadro regionale degli

interventi post sisma privati, in base ai dati del rapporto "Il

laboratorio sisma 2016", presentato dalla Struttura

Commissariale all'Ufficio speciale per la ricostruzione delle

Marche, in occasione del decennale delle prime scosse.

In questo momento, però, l'attenzione si è focalizzata

sull'inchiesta della Dda di Ancona - 8 arresti, 51 indagati e 57

milioni di euro di sequestri - denominata "Ricostruzione", che

accende un faro preoccupante su ipotesi di appalti pubblici

pilotati e di infiltrazioni della criminalità organizzata -

'ndrangheta e camorra - nella ricostruzione privata con i

subappalti: tra gli arrestati, ci sono imprenditori e un ex capo

di gabinetto della Regione Marche dimesso da un anno.

Un'inchiesta che, al momento, non ha fermato i cantieri

interessati dalle indagini ma pone interrogativi sul sistema di

controlli e delle tutele dell'economia sana.

A dieci anni dalle scosse del 2016, il quadro delle

abitazioni mostra 20.787 domande di contributo presentate,

15.095 accolte e 12,06 miliardi di euro richiesti. I contributi

concessi ammontano a 8,99 miliardi, quelli liquidati a 6,14:

erogato il 68% delle somme assegnate.

Il territorio del cratere comprende 85 Comuni, circa 340mila

abitanti e quasi 4mila chilometri quadrati, pari al 43% della

superficie regionale. La parte più consistente dei contributi

concessi è nel Maceratese, con 6,026 miliardi di euro. Seguono

Ascoli Piceno con 2,081 miliardi, Fermo con 699 milioni, Ancona

con 335 milioni e Pesaro-Urbino con 22. Sul fronte della

ricostruzione pubblica sono programmate 1.872 opere. Il 21%

risulta concluso, il 20% ha i lavori in corso; il 33% ha il

progetto approvato e il 24% è in fase di progettazione. Gli

interventi non ancora avviati sono il 2%. Nel confronto con il

2023, la quota di opere ferme è scesa dal 44,8% al 2%, mentre

quella dei lavori conclusi è salita dal 9,4% al 21,2%.

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