Città blindate, quasi 5mila identificati, 371 fermati di cui 110 minorenni, 9 persone arrestate, tensioni e scontri in diverse piazze. È stata una nuova giornata calda per l'ordine pubblico in tutta Italia anche se non si sono ripetute le violenze e i saccheggi della settimana scorsa. E questo grazie anche al lavoro dell'apparato di sicurezza che si è mosso da giorni per intercettare le proteste a sorpresa che avrebbe dovuto lanciare all'ultimo minuto il neonato Movimento 17 ottobre, promotore delle ultime mobilitazioni sfociate nei disordini.
"Il diritto di manifestare va sempre garantito - ha detto in serata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui social, ringraziando il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e le forze dell'ordine - così come il diritto dei cittadini di vivere le proprie città in sicurezza. È in questa direzione che vanno anche le misure approvate nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri: dare allo Stato strumenti più efficaci per prevenire le violenze e impedire che delinquenti e facinorosi possano mettere a ferro e fuoco intere città. Perché la sicurezza va garantita a tutti. A chi vuole manifestare pacificamente, a chi lavora e a chi vuole vivere la propria città senza paura. Senza lasciare spazio a chi cerca soltanto lo scontro e la violenza".
Un lavoro, quello preventivo, che ha pagato visto che poco prima dell'ora X (ossia le 14.30, quando sui social avrebbero dovuto essere comunicare i luoghi dei concentramenti in diverse città) è arrivata la svolta, con l'individuazione da parte della Polizia della presunta 'mente' della pagina Instagram del movimento. I sospetti degli investigatori si sono concentrati su Youssef Siher, trentenne italiano di seconda generazione di origini marocchine e residente in provincia di Brescia. L'uomo, con un curriculum di alto livello tra studi di geopolitica, un dottorato di ricerca e un'attività da giornalista freelance è stato portato in Questura e indagato per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e dall'uso del mezzo informatico. Per lui potrebbe scattare a breve il fermo.
L'indagine per arrivare alla sua identità è stata condotta dall'Antiterrorismo e dalla Polizia Postale, ma da diverso tempo c'era su Siher un focus degli 007 dell'Aisi che lo avevano segnalato per propaganda nel 2024. Secondo l'intelligence aveva costituito l'organizzazione 'Alba nascente' per diffondere la propaganda di Hamas e del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, per organizzare la logistica delle manifestazioni proPal e gestire i rapporti con il mondo antagonista. La polizia postale, dopo averlo individuato come autore del M1710, ha avviato d'intesa con l'Antiterrorismo l'attività di intercettazione e grazie alla collaborazione giudiziaria con Meta avrebbe acquisito l'indirizzo Ip collegato al profilo Instagram del Movimento 17 ottobre. A loro volta, i provider dei servizi internet hanno collaborato. A quel punto è scattata la ricerca del trentenne che non era presente nella sua residenza a Brescia ma è stato rintracciato a casa di una attivista pro-Pal, grazie all'attività di localizzazione tecnica fatta dalla polizia a Milano, nel quartiere Corvetto.
L'individuazione di Siher potrebbe ora fornire risposte anche a chi, in questi giorni, si è chiesto se ci fosse una regia dietro ai disordini di piazza. Dai primi accertamenti - che necessitano di ulteriori sviluppi investigativi - starebbe emergendo che non c'è alcuna organizzazione sostenuta da un Paese straniero ma potrebbe esserci invece un movimento strutturato come i Fratelli Musulmani, a cui pare fosse legato Siher. Le forze di polizia "sono riuscite ad isolare e contenere le frange di violenti, con equilibrio e competenza", ha commentato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi al termine di una giornata difficile esprimendo il proprio "plauso" alle forze di polizia anche per l'individuazione del promotore del Movimento 17 ottobre, e ribadendo che "in Italia non può esserci spazio per chi si illude di agire nell'impunità e in zone franche". "La forza dello Stato prima o poi presenta il conto. La libertà di manifestare è un diritto prezioso ma chi ne fa scempio e spreco poi se ne assume la responsabilità".
Nessuna azione a sorpresa lanciata all'ultimo minuto, dunque, ma tensioni in diverse piazze con oggetti tirati contro le forze dell'ordine, idranti in azione, lacrimogeni e cariche. A Roma si sono verificati scontri a poche decine di metri dal Quirinale dopo un fitto lancio di bottiglie verso i blindati. Poco prima alcuni manifestanti hanno messo a segno un blitz entrando nel Colosseo. Cariche e un mezzo idrante in funzione anche a Bologna dove un ragazzo è rimasto ferito ed è stato portato via in ambulanza. Due i fronti della protesta nel capoluogo emiliano con barricate, cassonetti incendiati e un distributore di sigarette devastato nel centro storico. Tensioni pure a Torino e in una Milano blindata con i mezzi Lince e i parà schierati a proteggere piazza del Duomo, dove alcune migliaia di manifestanti, perlopiù studenti universitari, si sono fronteggiati con le forze dell'ordine. Anche a Firenze, quando il corteo ha puntato alle vie del lusso, ci sono stati lanci di bottiglie verso le forze di polizia e cariche di alleggerimento.
Più tranquilli invece i cortei a Napoli, Padova e Bari, altre città in cui si temevano dei problemi. Tensioni tutto sommato contenute anche per l'attività di prevenzione svolta nelle ore precedenti le manifestazioni: diverse centinaia sono stati infatti i ragazzi identificati nei controlli e decine sono i fermi preventivi, compresi quelli di alcuni minorenni. Molti sono stati trovati in possesso di passamontagna, bombolette spray, maschere e guanti.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA


