Allerta tsunami nel Mar Ligure, il 5 novembre, ma si tratta di un’esercitazione. L’ha annunciata la Protezione civile nazionale, con Anci, e prevede uno scenario di un maremoto nel Mar Ligure, innescato da un terremoto di magnitudo 6,9 e coinvolgerà, oltre la Liguria, anche la Toscana e la Sardegna.

Il test si svolgerà dalle 9 alle 14 e verranno inviati messaggi di prova tramite e-mail e sms ai Comuni e agli enti coinvolti, usando anche il nuovo sistema di previsione “Ptf”, Probabilistic tsunami forecasting, una procedura innovativa sviluppata a livello internazionale ma sotto il coordinamento dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) proprio per gestire le allerte tsunami causate da terremoti e che riduce gli errori e aumenta la velocità dell’allertamento.

L’iniziativa coinvolge infatti l’Ingv, in qualità di Tsunami service provider per l’Italia, e anche responsabile del Centro allerta tsunami per il Siam, il sistema di allertamento nazionale per i maremoti generati da sisma nel mar Mediterraneo. L’esercitazione si svolge nell’ambito delle attività del Neamtvs (Tsunami early warning and mitigation system in the North-Eastern Atlantic, the Mediterranean and connected Seas) dell’Ioc-Unesco che ha previsto giornate di test di comunicazione sul rischio tsunami, denominate NeamWave26, con il coinvolgimento dei Paesi dell’Atlantico nord-orientale, del Mediterraneo e dei mari collegati. "L’obiettivo è verificare le procedure adottate da ciascun Paese coinvolto per ricevere i messaggi di allertamento, testare la comunicazione tra le nazioni partecipanti e sensibilizzare l’opinione pubblica sul rischio maremoto", viene spiegato.

"L'iniziativa rappresenta un'occasione fondamentale per testare le pianificazioni locali e aggiornare tempestivamente i canali di comunicazione – comunica la Protezione civile - con le Regioni che ricontatteranno i Comuni costieri tramite i recapiti a sistema”. Quella nel Mar Ligure è la prima di due esercitazioni previste: la seconda, il 9 novembre, sposterà lo scenario, e i territori coinvolti, simulando la reazione a un maremoto di magnitudo 7.9 in Grecia, con epicentro al largo della costa meridionale del Peloponneso, e che coinvolgerà Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Sardegna, Campania, Lazio, Molise, Abruzzo e Marche.