A cinque anni ha rischiato di

perdere la vita prima e dopo è rimasta quasi paralizzata a

braccia e gambe per un gravissimo incidente in auto. Ma grazie

alle cure ricevute all'istituto pediatrico Gaslini è tornata a

camminare e oggi è tornata a casa.

La piccola era arrivata in elicottero a giugno con una

frattura altamente instabile della seconda vertebra cervicale e

la grave lesione del midollo spinale. Da quel momento è iniziato

un complesso percorso multidisciplinare che ha coinvolto

l'équipe di Neurochirurgia, diretta da Gianluca Piatelli, quella

di Terapia intensiva, diretta da Andrea Moscatelli, il team di

Ortopedia, diretto da Federico Canavese, e il gruppo di Medicina

fisica e riabilitazione, diretta da Chiara Tacchino, in

coordinamento con il centro di Ossigenoterapia iperbarica

dell'ospedale San Martino, diretto da Paola Salvetti.

Al momento dell'arrivo al pronto soccorso la bambina

sembrava stare bene dal punto di vista neurologico. Dopo alcune

ore, però, le sue condizioni sono peggiorate rapidamente, fino

alla perdita quasi completa della capacità di muovere braccia e

gambe. Da quel momento è iniziato un enorme lavoro che ha visto

coinvolti più reparti.

"La prima scelta - spiega Piatelli - è stata quella di

immobilizzare rigidamente il rachide, mettendo il midollo nelle

condizioni di non subire ulteriori sollecitazioni. Dopo le

équipe di Neurochirurgia e Ortopedia hanno eseguito l'intervento

definitivo di stabilizzazione della colonna". Poi il lavoro di

tutti gli altri reparti.

Fondamentale, durante tutto il percorso, è stata la stretta

collaborazione tra Neurochirurgia e Ortopedia pediatrica.

"Questa storia è un esempio concreto del modello di presa in

carico del trauma pediatrico del Gaslini, nel quale competenze

diverse - commenta Massimo Nicolò, assessore alla Salute di

Regione Liguria - lavorano in stretta integrazione lungo tutte

le fasi del percorso di cura".

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