Le vittime degli incidenti sulla

rete autostradale sono diminuite del 59% negli ultimi vent'anni,

gli incidenti del 46% e i feriti del 43%, a fronte di volumi di

traffico cresciuti fino a superare i livelli precedenti alla

pandemia. È il quadro emerso a Torino all'appuntamento annuale

tra Aiscat e polizia stradale, che dal 4 al 6 ottobre riunisce

società concessionarie, istituzioni, esperti e mondo

scientifico.

Le associate Aiscat gestiscono oltre 5.100 chilometri di

autostrade, più dell'84% della rete italiana a pedaggio. Nello

stesso anno, sulle reti stradali e autostradali, la polizia

stradale ha effettuato 423.328 pattugliamenti, controllato

2.014.439 persone e contestato 1.602.794 infrazioni. Tra queste,

11.126 hanno riguardato la guida in stato di ebbrezza e 1.469 la

guida dopo l'assunzione di sostanze stupefacenti.

''La collaborazione tra polizia stradale e Aiscat rappresenta

un fattore importante per garantire livelli sempre più elevati

di sicurezza sulla rete autostradale del nostro Paese - ha

spiegato Renato Cortese, direttore centrale delle specialità

della polizia di Stato - consolidare la cooperazione mettendo in

comune risorse, professionalità e competenze, investendo nella

formazione e nell'innovazione tecnologica, significa potenziare

le azioni preventive e migliorare la capacità di intervento,

ponendo sempre al centro la tutela delle persone''.

''La sicurezza autostradale non è il risultato dell'azione di

un singolo soggetto, ma di una responsabilità condivisa,

costruita giorno dopo giorno attraverso il contributo di tutti

gli attori coinvolti - ha evidenziato Fabrizio Larini,

presidente di Aiscat - la collaborazione con la polizia stradale

rappresenta un elemento fondamentale di questo sistema e ci ha

permesso negli anni di trasformare esigenze comuni in procedure,

strumenti e soluzioni condivise".

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