"Stringero' la mano a Trump, ma spero
sia rapido...Non voglio andare in prigione...". Borja Iglesias,
riserva della Spagna che domani affronta l'Argentina nella
finale Mondiale, e' noto nel suo Paese per l'attivismo politico,
, pro Palestina e contro omofobia e razzismo. Cosi' la rivista
calcistica spagnola Panenka gli ha chiesto, a 48 ore dalla
finale, cosa fara' se alla premiazione ci sara' la stretta di
mano col presidente Usa. "Spero di salutarlo in un momento in
cui saremo tutti molto felici, e che finisca molto in fretta
così da potermene dimenticare", ha detto il 33enne attaccante
del Celta Vigo, aggiungendo con una risata che non vuole "andare
in prigione" per un rifiuto.
"Non credo che questo sia il momento di creare polemiche; la
gente sa benissimo cosa penso _ ha aggiunto - . Mi piacerebbe
fare molte cose, ma la realtà è che anche se la gente pensa che
io sia onnipotente, non ho poi così tanto potere per affrontare
certe questioni".
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