Era "intenzionato ad eseguire un attentato in una sinagoga e in un luogo di preghiera islamica dell'hinterland milanese, dopo aver pianificato nei minimi dettagli le modalità di confezionamento di ordigni esplosivi e la modifica di armi da sparo" e per questo un ragazzo di 22 anni è stato arrestato dai Carabinieri su ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Milano. Nei suoi device sono stati trovati "contenuti suprematisti, accelerazionisti, negazionisti della shoah e xenofobi".

Secondo quanto reso noto dai Carabinieri, dall'analisi dei dispositivi del 22enne emerge "l'attività dell'indagato nel costante auto addestramento con finalità terroristiche, nel reperimento di sostanze chimiche atte a confezionare ordigni, nonché nella divulgazione e condivisione di materiale di propaganda e istigazione a delinquere (proclami ideologici con denominazione di "testamento", scritti e pensieri di Anders Breivik, terrorista autore delle stragi in Oslo e Utoya (Nor) nel 2011) con contenuti suprematisti, accelerazionisti, negazionisti della shoah e xenofobi". Per questo è indagato per il reato ex art. 270-quinquies del codice penale che punisce l'addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale.

Era un 'lupo solitario' Alessandro G.G., il 22enne. Il giovane, incensurato, aveva perso il lavoro come magazziniere e viveva isolato in casa a San Giuliano Milanese, con il padre e la sorella, e si era radicalizzato all'insaputa della famiglia. Le prime perquisizioni nei suoi confronti risalgono allo scorso agosto.

Temeva per "l'invasione islamica" e la fine della razza bianca. "È arrivato il momento che qualcuno faccia qualcosa. Ho paura ad agire da solo, ma se nel frattempo che metto a punto un piano non troverò nessuno al mio fianco, lo farò lo stesso - scrive il giovane in una sorta di testamento -. Lo farò per il futuro. Io mi sento un soldato e so che la mia è una guerra già iniziata, anche se la sto ancora organizzando. Ma ci arriverò, credetemi", aggiunge nel documento di dodici pagine acquisito dagli inquirenti.

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