Prima convocazione in seduta comune e prima, attesa, fumata nera per l'elezione dei 10 componenti laici del Consiglio superiore della magistratura. Mentre si stanno completando le liste delle candidature - i termini sono stati riaperti fino a lunedì alle 10 solo per "soggetti appartenenti al genere femminile" - risulta infatti appena alle battute d'inizio il negoziato tra i partiti.
La maggioranza richiesta per l'elezione - di tre quinti dell'assemblea nelle prime due votazioni e tre quinti dei votanti dal terzo scrutinio in poi - impone infatti una intesa tra i gruppi che si chiuse a inizio legislatura 7 a 3 tra maggioranza e opposizioni.
Tra gli attuali 137 aspiranti spicca l'ex pm di Mani pulite ed ex ministro Antonio Di Pietro, che recentemente è tornato in pista come testimonial del Sì al referendum sulla giustizia. Sul fronte opposto si candida anche Enrico Grosso, che ha guidato invece il fronte del No. In lista anche Roberto Rampioni, avvocato dell'ex presidente dell'Anm Luca Palamara.
Molti i parlamentari in corsa: guardando solo a quelli attualmente in carica spicca l'azzurro Pierantonio Zanettin - firmatario del ddl intercettazioni e storico esponente di Forza Italia, oltre che tra gli avvocati di Silvio Berlusconi. Dalla Lega arriva invece l'ex ministra e attuale senatrice Erika Stefani, oltre all'ex presidente dell'Umbria Donatella Tesei e l'ex vicepresidente della Liguria Sonia Viale. Dalle file dem arrivano invece Anna Rossomando e Alfredo Bazoli, entrambi senatori, mentre corre anche l'avvocato fiorentino Francesco Bonifazi, oggi deputato di Italia Viva. Da FdI vengono invece la senatrice Susanna Campione e il senatore Sergio Rastrelli.
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