"Per le coperture assicurative
LTC-Long Term Care, che garantiscono un sostegno economico in
caso di perdita dell'autosufficienza, la soluzione individuale
risulta economicamente impraticabile". E' quanto è emerso oggi a
Roma da un seminario, promosso da Assoprevidenza con il
Consiglio Nazionale degli Attuari, che ha preso le mosse da uno
studio condotto dagli Attuari sul costo delle coperture di LTC.
"La strada più ragionevole appare la realizzazione di coperture
di carattere collettivo, a vita intera, che coinvolgano una
collettività di soggetti".
Se la soluzione collettiva riguardasse i circa 10 milioni di
lavoratori e familiari aderenti ai fondi pensione, per una
rendita vitalizia di 500 euro al mese in caso di non
autosufficienza basterebbe un contributo medio annuo di 113
euro. Con un aumento degli aderenti - 800 mila nuovi ingressi
all'anno nell'ipotesi dello studio degli Attuari - si
arriverebbe a un contributo medio annuo di soli 74 euro.
Per Sergio Corbello, Presidente di Assoprevidenza le
coperture di LTC si configurano come un'urgente necessità per il
Paese e devono accompagnare il ruolo svolto dai fondi pensione
di secondo pilastro, completandone e integrandone la funzione; a
maggior ragione in presenza delle nuove prestazioni alternative
alla rendita vitalizia - assai apprezzate dagli aderenti -
previste dai fondi stessi. "Stante le caratteristiche tecniche
di dette prestazioni - ha sostenuto Corbello - vi è il rischio
che l'iscritto sopravviva al piano di decumulo del proprio
risparmio previdenziale e si trovi a dover far fronte alla non
autosufficienza con il supporto della sola pensione di base".
(SEGUE)
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

