Si allarga al Sud la protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio, nonostante gli interventi messi in campo dal governo a sostegno del settore.
In Sicilia, gli autotrasportatori dell’Associazione imprese autotrasportatori siciliani, che mantenevano ancora i blocchi in diversi punti dell’autostrada Messina-Catania, davanti al porto di Palermo e lungo altre strade dell’isola, hanno deciso di sospendere la mobilitazione. Analoga decisione è stata presa in Calabria. Resta alta, tuttavia, la preoccupazione per le possibili ripercussioni sulla circolazione delle merci e sui rifornimenti.
I sindaci di Napoli e Bari lanciano l’allarme: le città rischiano la paralisi. Il governo, intanto, sceglie la linea della fermezza. Sono previste identificazioni e denunce nei confronti dei responsabili dei blocchi, mentre il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha scritto a prefetti e questori invitandoli a vigilare su eventuali «infiltrazioni criminali» nella protesta. La situazione è stata al centro di una riunione serale a Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il Viminale garantirà i rifornimenti dei beni di prima necessità, mentre le forze dell’ordine sono pronte a scortare gli autotrasportatori che ne facciano richiesta. Tra Napoli e provincia sono già 500 i camion in movimento. Parallelamente, l’esecutivo sta mettendo a punto un decreto che riunirà le misure di sostegno all’autotrasporto e le risorse destinate al comparto agricolo. Il provvedimento sarà esaminato dal Consiglio dei ministri, convocato per oggi alle 12. Le opposizioni, infine, attaccano il governo e chiedono che la premier riferisca in Parlamento sulla gestione della crisi.
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