Nel mondo non abbiamo mai misurato tanto caldo quanto nell’agosto appena trascorso. Il mese che insieme a luglio è di norma il più torrido dell’anno, in un anno in cui di normale non è più rimasto molto, ha superato di slancio ogni record. Lo conferma – ma ce n’eravamo accorti anche a pelle – il rapporto appena pubblicato dal Servizio sui Cambiamenti Climatici di Copernicus, con la collaborazione del Centro Europeo per le Previsioni Meteo a Medio Termine (Ecmwf).
La temperatura dell’aria ha oltrepassato di 1,65 gradi il valore dell’epoca preindustriale: la media 1850-1900 presa come riferimento per misurare il cambiamento climatico. La soglia di rischio di un grado e mezzo, che veniva rispettata dal novembre 2025, è stata calpestata come mai prima di oggi.
L’elenco dei record
Il record delle temperature dell’aria di agosto – 16,96 gradi come media delle misurazioni di tutto il pianeta, più 0,85 rispetto alla media 1991-2020 – si presenta ben accompagnato. Senza precedenti sono anche le condizioni degli oceani, con il contributo di una corrente calda di El Niño più intensa del normale. La media delle misurazioni nelle acque del pianeta (esclusi i poli) ha raggiunto il record di 21,11 gradi.
L’Europa occidentale poi ha vissuto la sua estate più torrida di sempre, superando quella del 2003. “La stagione del 2026 – scrive Copernicus – è stata caratterizzata da una serie di ondate di calore eccezionalmente precoci, persistenti e intense in tutta la regione”, accompagnate da siccità e incendi (il Po è stato in forte sofferenza fino alle piogge di fine mese).
Per l’Europa nel suo complesso è stato il quarto agosto più caldo dall’inizio delle misurazioni, visto che la parte orientale è stata più fresca. Anche la combinazione dei mesi di giugno, luglio e agosto 2026 è senza precedenti quanto alle temperature dell’aria misurate in tutto il pianeta.
“Fenomeni estremi in atmosfera e oceani”
Di agosto 2026 come “mese significativo nella storia climatica globale” ha parlato Samantha Burgess, responsabile per il clima dell’Ecmwf, elencando le sue numerose singolarità. “È stato sia l’agosto più caldo che in generale il mese più caldo mai registrato”. Il record è a pari merito con il luglio del 2023.
“Le temperature globali – prosegue Burgess – hanno raggiunto 1,65 gradi al di sopra dei livelli preindustriali. Insieme alle temperature record superficiali del mare a livello globale e al fatto che è risultata essere l’estate più calda mai registrata per l’Europa occidentale, queste osservazioni mostrano come il cambiamento climatico stia determinando fenomeni estremi sia nell’atmosfera e che negli oceani. Gli effetti di queste condizioni si fanno sentire sempre più nelle comunità, nelle economie e negli ecosistemi di tutto il mondo”.
Crescono ancora i gas serra
E ancor più il caldo continuerà a farsi sentire, visto che i gas serra – il motore del cambiamento climatico – continuano ad aumentare nell’atmosfera. Due giorni fa il Joint Research Center (un altro ente scientifico dell’Unione Europea) ha pubblicato il bilancio delle emissioni causate dalle attività umane nel 2025. Sono aumentate ancora, raggiungendo un valore equivalente a 54 miliardi di tonnellate di anidride carbonica.
Anche se la crescita delle emissioni sta rallentando, il rapporto contiene un chiaroscuro di buone e cattive notizie. L’aumento maggiore rispetto all’anno precedente si è registrato negli Stati Uniti: più 2,2%. Pessimi i voti anche di Turchia, Arabia Saudita e Iran. La lista dei Paesi relativamente virtuosi comprende Cina e India, rimaste stabili, e Unione Europea, che è scesa dello 0,2% rispetto al 2024 e del 35% rispetto al 1990.




