Immigrazione, lotta alla criminalità, legge elettorale, una destra "diversa" che si "arrocca" su valori, ideali, "che non possono essere negoziabili". E' un Vannacci a tutto campo quello che arriva a Siderno, nel Reggino, per sostenere il candidato di Futuro Nazionale alle suppletive di Reggio Calabria, Domenico Giannetta, primo banco di prova elettorale per il partito.

Sul terreno il generale suona la carica. "Puntiamo a fare meglio dell'Afd in Sassonia, più del 43%, noi non poniamo limiti alla provvidenza", dice Vannacci, alzando l'asticella in vista della competizione elettorale di domenica 27 e lunedì 28 settembre. "Siamo qui per vincere, per ridare dignità a questa terra che si merita un candidato Reggino, che a Montecitorio rappresenti le istanze, i bisogni, le necessità dei reggini. Un candidato che quando sarà libero dagli impegni di Montecitorio non se ne andrà a Milano ma tornerà tra i suoi conterranei", ha sottolineato Vannacci, rimarcando l'appartenenza territoriale di Giannetta, un chiaro affondo alla candidatura del forzista Fabio Roscioli per il centrodestra.

Ma al di là degli squilli di tromba Vannacci, in chiave nazionale, tiene sempre la porta aperta. "Meloni o Tajani? Non butto giù nessuno dalla torre", risponde a precisa domanda, perché "noi non sfidiamo nessuno", dice con tono meno bellicoso, bensì "portiamo avanti le nostre istanze di una destra diversa, che si arrocca sui principi, i valori e gli ideali tradizionali della destra". Ed è proprio questo il punto che il generale rimarca, quello dei "valori che non possono essere negoziati", ben elencati nel programma di Futuro Nazionale, attorno ai quali cercare una sintesi e una convergenza con "chiunque si riconosca in questi principi".

Alle aperture di Vannacci non sembra corrispondere, però, analoga predisposizione da Forza Italia, anima moderata del centrodestra e ideologicamente più distante da FnV. "Sono una persona di scelta, non cambio cinque colori come fanno certi signori", ha detto il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, durante la kermesse dei giovani azzurri a Montesilvano, rispondendo a una domanda sull'eventualità di un'alleanza con Futuro Nazionale. "Quello che non ha mai eretto muri e parlato di incompatibilità sono io", osserva Vannacci, ricordando di aver sempre detto che "se convergiamo su determinate linee rosse, all'interno dell'inviluppo di queste linee rosse, sono disponibile a parlare, a discutere, a trovare una convergenza".

Ma l'impressione è che le suppletive abbiano assunto, sempre di più, i contorni di una partita tra Forza Italia e Futuro Nazionale nell'ambito di una possibile riconfigurazione del centrodestra e dei suoi equilibri interni, guardando alle Politiche del 2027. Una sfida che parte dal territorio dal momento che il candidato sostenuto da FnV, Domenico Giannetta, è l'ex capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale e che gli Azzurri sono il partito egemone in Calabria. Ma, al contempo, un confronto che sembra andare oltre i confini di Reggio Calabria, in quanto prima competizione elettorale a cui Futuro Nazionale partecipa con il proprio simbolo e primo vero e proprio test di tenuta per il centrodestra contro il centrosinistra senza l'apporto del generale.

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