Quello elettrico è già oggi il

primo settore industriale per investimenti ed è pronto a

investire ulteriormente fino a 200 miliardi di euro nei prossimi

dieci anni. Lo afferma lo studio strategico 'L'elettricità per

un'Italia più sicura e competitiva', realizzato da Teha Group in

collaborazione con Elettricità Futura.

Considerando il contributo diretto e indiretto della filiera

elettrica 'allargata' - che comprende generazione, accumuli,

trasmissione, distribuzione e vendita,

ma anche mobilità elettrica, pompe di calore, componentistica,

reti e servizi - la filiera genera 226 miliardi di euro di

valore della produzione, 58 miliardi di valore aggiunto (circa

il 3% del Pil, 4,4% con l'indotto) e sostiene 570.000 occupati.

Secondo l'analisi presentata alla 52esima edizione del Forum

di Cernobbio, il settore elettrico stanzierà 15-20 miliardi

l'anno di investimenti per abilitare la crescita e perseguire

gli obiettivi di competitività e sicurezza del sistema. Questi

investimenti possono portare a risparmi fino a circa 20 miliardi

di euro annui a regime e generare impatti sul sistema-Paese per

oltre 120 miliardi di PIL, 300 miliardi di euro di valore della

produzione e fino a 166.000 occupati l'anno.

La crescita della domanda elettrica, +28% al 2035 e +41% al

2040, "rende necessario incrementare la generazione da fonti

rinnovabili sfruttando il repowering e sbloccando gli oltre 4

mila progetti bloccati da veti e ritardi", aggiunge il rapporto.

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