L'imponente Chinook dell'Esercito italiano dal caratteristico doppio rotore improvvisamente prende ad avvitarsi su sé stesso in un movimento a spirale discendente mentre vola a bassa quota e si schianta rapidamente a terra in una campagna del distretto di Brčko, in Bosnia. A bordo ci sono 15 militari della missione Eufor Althea. Il bilancio è di quattro italiani morti: due dell'Esercito, il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi, e due della Croce Rossa, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci. Undici i feriti, nessuno rischia la vita. La Difesa ha immediatamente disposto l'invio di un'équipe medica per garantire loro il massimo supporto e aperto un'inchiesta per accertare le cause.

Nell'area dell'incidente sono subito scattati i soccorsi, con l'intervento di vigili del fuoco e protezione civile oltre ai militari di Eufor. Sul terreno è rimasto l'elicottero a pezzi ed è risultato particolarmente complesso il lavoro di estrazione dei corpi dalle lamiere. Secondo le prime informazioni, le due vittime militari facevano parte del Comando Aviazione dell'Esercito di Viterbo: si tratterebbe del pilota e dello specialista dell'aeromobile, entrambi appartenenti al primo reggimento Antares di stanza nel capoluogo laziale. E sembra che il Chinook caduto fosse partito per la Bosnia mercoledì mattina da Viterbo.

Cordoglio bipartisan della politica, con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha inviato un messaggio al capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, esprimendo "profonda commozione: in questa triste circostanza, voglia rendersi interprete presso l'Esercito Italiano e il Corpo Militare della Croce Rossa dei miei sentimenti di cordoglio e di commossa solidarietà al dolore provocato da questo tragico evento, chiedendo loro di esprimere ai familiari delle vittime la mia vicinanza e solidarietà".

L'incidente è avvenuto nel pomeriggio, in una zona dove non c'era maltempo. Le immagini riprese da terra e che circolano in rete mostrano un cielo appena velato. Il ministero della Difesa fa sapere che le cause dell'incidente "sono corso di accertamento". Tra le ipotesi c'è anche quella di un possibile urto con cavi ad alta tensione. Eufor spiega che il velivolo stava conducendo un "addestramento di routine". La forza condurrà "un'indagine approfondita e completa per accertare i fatti". L'ambasciatrice d'Italia in Bosnia-Erzegovina, Sarah Castellani, è andata sul posto: "non è ancora chiara - riferisce - la dinamica dell'incidente, che sarebbe avvenuto in fase di decollo dall'aeroporto di Brčko, quindi immediatamente dopo".

Alcuni testimoni oculari raccontano che l'elicottero volava a bassa quota prima dello schianto e ha effettuato diverse virate prima di toccare terra.

A prestare le prime cure sono i sanitari del distretto di Brčko, vicino al confine orientale con la Croazia, a circa 120 km dalla capitale Sarajevo. Il velivolo, racconta all'ANSA il sindaco Sinisa Milic, "è caduto in una zona disabitata, per fortuna, non lontano dalle prime case del villaggio di Gorica".

Il Chinook è un elicottero costruito dalla Boeing nei primi anni '60 ed è stato impiegato massicciamente nella guerra in Vietnam dalla forze armate americane ma è tutt'ora impiegato da tanti Paesi per le sue elevate capacità di carico: può portare fino a 50 persone. Era uno dei mezzi della missione Eufor Althea a guida italiana dal gennaio di quest'anno col generale Maurizio Fronda. Un'operazione nata nel 2004 e che punta a stabilizzare una delle sei repubbliche nate dalla disgregazione della Jugoslavia, supportando le autorità locali ed addestrando le forze armate. Di Althea fanno parte 1.600 militari di 24 Paesi: quello italiano è il contingente più numeroso, sono circa 300.

Il quartier generale è a Camp Budmir, vicino Sarajevo.

Dalla politica sono arrivati sentimenti di cordoglio. "Il mio pensiero - ha dichiarato la premier Giorgia Meloni - va alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che, impegnati nella missione per la pace e la stabilità della regione, stanno vivendo ore di angoscia. A loro va la mia più sincera vicinanza e quella del governo italiano". Per il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è un "dolore immenso: non esistono parole capaci di colmare una perdita così grande. Ai nostri militari che hanno perso la vita servendo il Paese va la riconoscenza dell'Italia intera". Il ministro degli Esteri Anonio Tajani è "profondamente addolorato". Ed anche la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha espresso "vicinanza ai militari feriti e a tutte le Forze Armate italiane per questa tragedia".

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