Il centrosinistra fatica a vincere a livello nazionale "perché nei decenni ha elaborato anticorpi potentissimi contro la vittoria. C'è fastidio verso la figura del leader. E c'è il meccanismo perverso di dover abbattere le peculiarità di ogni partito per tenere insieme tutti. E quasi l'idea che il concetto stesso di vittoria sia qualcosa di destra", dice la sindaca di Genova, Silvia Salis. Sottolineando: "Manca un leader riconosciuto del centrosinistra. E manca una cultura del leader. Ci sono molte persone che pensano di poter fare quel lavoro, ma siccome non si mettono d'accordo, allora si decide di aprire una competizione interna", ragiona sempre Schlein.

Per la sindaca di Genova, la segretaria Pd Elly Schlein "ha legittime ambizioni - spiega in un'intervista a 7 del Corriere della Sera - Così come Giuseppe Conte, che ha già fatto il premier due volte, pur avendo dieci punti in meno del Pd. E poi ci sono il mondo riformista e quello di Avs, che hanno il diritto di riconoscersi in una leadership. A destra il partito principale, FdI, ha cannibalizzato gli altri. Noi, invece, abbiamo frammentato il Pd. Se il Pd fosse stato più inclusivo e avesse contenuto le tensioni interne, oggi sarebbe un partito che non avrebbe problemi a stare al 30 per cento".

Salis critica il partito e conferma il suo giudizio negativo sull'opportunità delle primarie. "Si rischia una guerra civile ai gazebo", sostiene la pruima cittadina di Genova nel maggio del 2025. Il leader dovrebbe essere scelto "dai capi politici del centrosinistra, in una stanza. Così funzionavano i partiti che funzionavano".

Una sua candidatura a premier, se i leader del campo largo glielo chiedessero? Salis risponde: "Io ho detto no a tutto. Ho un incarico, sono stata eletta per governare Genova. Farò campagna elettorale per il centrosinistra, senza sosta. Ma da sindaca". Per gli incarichi da premier "bisogna essere preparati - precisa – E deve essere il momento giusto. Anche quando ero atleta mi chiedevano se avrei voluto vincere le Olimpiadi: chi risponderebbe no? Quindi evito le risposte assolute". Infine, le tre donne del suo pantheon politico sono "Nilde Iotti, Roberta Pinotti e, perché no, Lilli Gruber".

A stretto giro la leader dem risponde a una domanda sulle parole di Silvia Salis: "In questi anni abbiamo lavorato moltissimo su due obiettivi: l'unità del Pd, che non è mai stato così unito, e l'unità di una coalizione che nel 2022 non c'era più. Questo lavoro unitario parte da lontano e ha fatto sì che ci presentassimo anche alle scorse elezioni regionali con la stessa alleanza progressista in tutte e 7 le regioni, cosa che non accadeva da vent'anni e che fa sì che oggi" il centrodestra "si sia sentito costretto a cambiare a colpi di fiducia una legge elettorale perché ha paura di perdere, perché la novità siamo noi: un'alleanza progressista finalmente unita, competitiva, che è in grado di vincere le prossime elezioni e fare esattamente ciò che si è impegnata a fare nel programma".