Il Comune di Parma dichiara guerra alle e-bike che sfrecciano a velocità da motorini, con verifiche mirate con una sorta di “bici velox”. In centro sono partiti i controlli da parte del Nucleo Velo della polizia locale per scovare bici modificate, dove cioè viene sbloccato il limite di velocità di 25 km/h. E per farlo, i vigili ricorrono a Dynostar, una strumentazione simile a un piccolo tapis roulant in grado di stabilire in pochi secondi la velocità massima che il velocipede sotto analisi può raggiungere. Qualora il mezzo risulti “fuori scala” e venga dunque considerato un ciclomotore, senza però che siano stati svolti gli adempimenti del caso (immatricolazione e assicurazione) si può arrivare a sanzioni fra i 5mila e i 15mila euro.
Alla base delle verifiche c’è soprattutto attenzione a pericoli per la sicurezza di tutti gli utenti della strada, visto che le biciclette (e-bike o fat bike) che vengono sbloccate possono raggiungere velocità importanti. E il primo pomeriggio di controlli, quello di martedì nelle zone centrali di via D’Azeglio e piazza Garibaldi, ha già dimostrato numeri alla mano che il fenomeno è tutt’altro che residuale. Sono scattate infatti, riferisce la stampa locale, 15 multe in poche ore.
Il progetto lanciato da Parma viene guardato con attenzione dalla Lega di Bologna, che chiede sostanzialmente di importarlo sotto le Due Torri. Il dispositivo Dynostar va messo "a disposizione della polizia locale per controllare i mezzi che circolano sulle strade, sulle piste ciclabili e nelle aree maggiormente frequentate della città, vista l'invasione su strada e sotto i portici o sui marciapiedi che vive Bologna", denuncia il capogruppo Matteo di Benedetto. “Non si tratta di colpire la mobilità elettrica, ma di garantire che chi utilizza una bicicletta regolarmente conforme possa farlo insieme a tutti gli altri cittadini, senza che mezzi modificati e potenzialmente molto più veloci mettano in pericolo la sicurezza degli altri".




