La guerriglia urbana con l'assalto
a negozi e supermercati a Milano che ha visto protagonisti dei
giovanissimi, anche di seconda generazione, "è il risultato di
tante questioni all'ordine del giorno ormai da qualche anno, con
le disuguaglianze che sono molto estese. Io dico che è una sorta
di assalto ai forni di manzoniana memoria, solo che i forni oggi
sono sostituiti da Foot Locker e da quei negozi che dicono
ricchezza e impoverimento dall'altra parte". Lo spiega al
telefono con l'ANSA don Claudio Burgio, fondatore
dell'associazione Kayròs per l'accoglienza di adolescenti in
situazione di disagio e cappellano del carcere minorile Beccaria
di Milano.
"La coscienza morale di questi ragazzi è effettivamente
fragile - sottolinea -. Quelle che abbiamo visto sono
manifestazioni di tipo predatorio quindi senza una logica
ideologica, ovviamente anche vista l'età, bisogna chiedersi se
dietro questi episodi c'è una regia, per me qualche regia c'è e
credo che non sia finito".
Secondo don Burgio a muovere questi ragazzi è un disagio, "un
problema di integrazione" ma non solo "perché ho visto anche
ragazzi italiani". Il loro "è uno stile predatorio e impulsivo,
violento come in genere sono i ragazzi quando quando stanno
male, quindi è una generazione molto sofferente", spiega ancora.
La proposta della Lega di una stretta sul conferimento della
cittadinanza a 18 anni se si compiono determinati reati non
piace a don Burgio. "Io penso l'opposto, è proprio perché non
c'è cittadinanza, perché questi ragazzi sono senza cittadinanza
che si ribellano - conclude -. Quindi è chiaro che
l'integrazione passa non da regalare la cittadinanza a chi
commette reati, ma in maniera preventiva dal permettere a questi
ragazzi nati in Italia di sentirsi parte di questo Paese. Questa
cosa a furia di evitarla chiaramente crea poi tutti questi
malumori".
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