"Abbiamo affrontato la sfida" di governo "cambiando radicalmente paradigma, abbiamo scritto la parola fine alla stagione dell'assistenzialismo" e "non abbiamo nello stesso tempo lasciato indietro nessuno, abbiamo anzi aumentato le tutele per proteggere chi non era nelle condizioni di poter lavorare". E i "dati ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta. In questi anni il Sud è cresciuto più del resto d'Italia, ha registrato un record storico di occupazione superando per la prima volta la soglia del 50%, è un risultato frutto del dinamismo e dell'ambizione delle imprese e dei lavoratori del mezzogiorno, però è figlio anche di provvedimenti che hanno sostenuto quel dinamismo, che hanno sostenuto quell'ambizione, come è stata la Zes unica". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in un videomessaggio a Sud Chiama Nord.
Obiettivo, ha proseguito la premier è la costruzione di "un nuovo modello di coesione sociale. Penso che questa sia in fondo la ragione sociale del vostro impegno e di Sud Chiama Nord. Perché il Sud non sarebbe nulla senza il Nord ma il Nord non sarebbe nulla senza il Sud e voi lo sapete meglio di me. Quindi il nostro compito è quello di far crescere tutti i territori allo stesso modo colmando i divari storici".
"Noi dobbiamo garantire alle nuove generazioni - ha proseguito la premier alcune misure in manovra - il diritto di poter restare o tornare dove sono nati, costruire lì il bilancio che il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri. Vi dico in breve alcune cose che ci sono dentro, perché molte di queste misure le vedrete arrivare direttamente nei vostri comuni".
Nel videomessaggio Meloni ha poi parlato delle "nostre eccezionali produzioni agroalimentari, custodi di tradizioni locali che fanno del buon cibo e del benessere generale uno dei tratti distintivi del nostro Made in Italy, una ricchezza che difenderemo sempre e a ogni livello". "Lo abbiamo fatto in Europa - ha rimarcato la presidente del Consiglio - dove abbiamo sventato i tagli proposti da Bruxelles alla politica agricola comune e continueremo a farlo. Non siamo disposti ad accettare che il prossimo bilancio europeo ridimensioni l'agricoltura e la pesca ma non siamo neanche disposti ad accettare che ridimensioni la politica di coesione perché non può esserci vera competitività se lasciamo indietro qualcuno. Tutti i territori devono crescere insieme. A questo dobbiamo aggiungere un duplice investimento che sia io che voi consideriamo fondamentale che è quello sui giovani e sulle aree interne".
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