Un totale di 6,3 miliardi di dollari, sfilati via con click mirati. Il più grande attacco informatico nel settore delle criptovalute, che già tutti chiamano 'il furto del secolo', si è abbattuto su Binance, la più grande piattaforma al mondo di scambio degli asset digitali, con il fondato sospetto che dietro la clamorosa operazione di pirateria ci sia la Corea del Nord, allo scopo di raccogliere fondi per la casse di Kim Jong un.
L'ultimo della lunga serie di incidenti sulla sicurezza del comparto finanziario si è rivelato il più clamoroso. Binance ha annunciato l'immediata sospensione dei prelievi, impegnandosi a coprire tutte le perdite. In un post su X, la società ha dichiarato che circa 3 miliardi in asset sono stati congelati sulle reti blockchain, dopo che gli emittenti di stablecoin Tether e Circle, insieme ad altre società del settore, sono riusciti a bloccarli, lasciando 3,3 miliardi nelle mani degli hacker.
Paolo Ardoino, alla guida di Tether, ha scritto in un post su X di aver bloccato oltre 1,5 miliardi in stablecoin. Jeremy Allaire, a capo di Circle Internet Group, ha chiarito che 800 milioni di dollari in stablecoin emessi dalla società sono stati bloccati. Di riflesso all'incidente, il valore del Bitcoin è sceso di oltre il 4%, fino a 77.994,96 dollari, malgrado Binance abbia comunicato la promessa di coprire le perdite tramite il suo 'Secure Asset Fund for Users' (Safu), fondo creato nel 2018 per tutelare i clienti in caso di violazioni hacker.
Non è ancora chiaro come sia avvenuto l'attacco, portato a termine con un blitz stimato in 20 minuti. Inizialmente, Binance aveva ipotizzato che l'intrusione fosse legata al "computer portatile compromesso di un ingegnere DevOps, che ha consentito a uno dei pirati di accedere a un container di servizio ed eseguire transazioni di prelievo non autorizzate". Tuttavia, il co-ceo della società, Richard Teng ha poi precisato che l'attacco ha comportato un processo più complesso, non limitandosi all'uso improprio delle autorizzazioni singole. Insomma, qualcosa di più sofisticato. Anche perché, a conferma del livello del blitz, non è stato possibile finora nemmeno individuare il responsabile della violazione.
Tuttavia, TRM Labs, società specializzata in analisi blockchain e indagini basate sull'intelligenza artificiale, ha indicato come possibili autori gli hacker basati a Pyongyang. "Diverse caratteristiche dell'attacco corrispondono alle precedenti operazioni attribuite alla Corea del Nord, tra cui gli attacchi a Bybit e KelpDAO nell'aprile 2026: piccoli prelievi tramite Tornado Cash per finanziare il portafoglio dell'operatore, una fase preparatoria avviata molto prima del furto e l'acquisizione anticipata di firme, poi utilizzate tutte insieme in un'unica operazione", ha rilevato l'azienda in un post.
Una ricostruzione sposata anche dalla piattaforma di analisi blockchain Chainalysis, secondo cui l'attacco "potrebbe essere opera del gruppo criminale informatico nordcoreano TraderTraitor". Si tratta di un gruppo che ha più volte preso di mira il settore delle criptovalute, protocolli DeFi e investitori, con l'obiettivo di raccogliere fondi per le casse del leader supremo Kim Jong-un: lo stato eremita è notoriamente la prima fonte di produzione e possesso di dollari contraffatti, poi immessi sui mercati, ma da anni ha affinato le capacità hacker.
L'attacco a Binance ha causato uno scontro tra i suoi fondatori e Elon Musk, che ha postato su X più emoji, che spaziavano da risate a smorfie di disappunto sulla vicenda. In risposta, Changpeng 'Cz' Zhao, fondare ed ex ceo, ha ricordato al patron di SpaceX e Tesla che la società detiene quote azionarie nelle aziende di Musk. Una partecipazione di un miliardo di dollari legata all'ex Twitter, frazione minima rispetto alla valutazione di SpaceX, che si aggira sui 2.000 miliardi. "Elon, nutro grande rispetto per te, ma questo non è il momento di fare del trolling. Per favore, smettila", ha scritto Zhao: "Apprezzerei se potessi mostrare un po' di sostegno. Grazie!".
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