Non solo il decreto scuola, FdI è pronta a scendere in piazza "per fermare la diffusione dell'integralismo islamico" e del velo integrale nei luoghi pubblici: dalla prossima settimana il partito di Giorgia Meloni metterà in campo iniziative in tutte le regioni d'Italia e avvierà una nuova raccolta firme sul tema.
L'annuncio segue di pochi giorni la conferenza stampa in cui la Lega ha lanciato il suo "pacchetto contro l'Islam integralista". Una rinnovata attenzione ad un tema da sempre caro al centrodestra che, a un anno (o forse meno) dal voto, gli alleati di governo cavalcano ognuno per sé. Se il centrosinistra legge in queste mosse la dimostrazione di una coalizione in affanno per la concorrenza a destra di Roberto Vannacci, i meloniani tirano dritto. "Fdi procederà speditamente con l'approvazione della sua proposta di legge per estendere il divieto del velo integrale in tutti i luoghi pubblici - spiega la responsabile del dipartimento immigrazione del partito, Sara Kelany -. In Italia si rispettano le nostre leggi".
Kelany plaude "al governo che con il dl scuola ha vietato il velo integrale nelle scuole, perché - spiega - se è inaccettabile coprire il volto delle donne mortificandone l'identità, lo è ancora di più nei confronti delle bambine e delle giovani ragazze". "I valori di libertà, uguaglianza e parità tra uomo e donna non sono negoziabili. Assurdo che le sinistre, per mero tornaconto elettorale, non sposino una battaglia per la libertà delle donne e contro la sopraffazione dell'integralismo islamico".
La nuova campagna dei Fratelli si chiama "nessuna resti nascosta" e punta raccogliere firme proprio sulla proposta di legge a prima firma di Kelany che seguirà il suo iter alla Camera e si prefigge cinque obiettivi: stop al velo integrale in tutti i luoghi pubblici, punizioni severe per i matrimoni combinati, divieto di rilasciare dei certificati di verginità, controlli più stringenti sui luoghi di culto con maggiore trasparenza sui finanziamenti, chiusura temporanea "laddove si propagandino idee fondate su superiorità e odio".
Sono 20 le prime tappe in programma. Si parte il 1° ottobre a Potenza e Matera, il 2 a Bari, il 3 a Perugia. Poi l'8 a Roma, il 10 a Trento, Genova, Aosta, Udine, Ancona e Padova. Si prosegue il 16 a Tortolì, Catanzaro e Campobasso, il 17 a Pescara, il 18 a Palermo, il 23 a Bologna e Firenze, il 24 a Torino, il 27 a Napoli e il 20 novembre a Milano. "Una tappa, quest'ultima, fondamentale dal momento che sono ben 150mila i mussulmani presenti nel capoluogo lombardo - afferma Riccardo De Corato -. In quartieri come San Siro così come in provincia la concentrazione è davvero altissima. Una realtà che il centrosinistra di Majorino è compagni ha favorito colpevolmente tollerando per anni l'esistenza di almeno 12 moschee abusive in città".
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