Puntuale a mezzogiorno, dopo il ricovero e le dimissioni dal policlinico Agostino Gemelli solo ieri, il Papa si affaccia per la recita dell'Angelus dalla finestra del Palazzo apostolico in piazza San Pietro. Caloroso l'applauso della folla.
Il Papa appare in una discreta forma. Legge il testo preparato con un poco di lentezza ma senza esitazioni e dice: "Riprenderò gradualmente le mie attività con l'aiuto di Dio e le vostre preghiere".
"In Gesù contempliamo un Dio che non teme la storia e viene invece ad abitarla. Il suo Regno non toglie le cariche e le responsabilità umane. Chiede però di vivere senza compromessi, liberi da cattive ambizioni e ingiusti interessi, anteponendo a tutto il Regno di Dio e la sua giustizia" dice Papa Leone all'Angelus, che citando il celebre passo evangelico del giorno, chiarisce: "E' proprio questo il profilo di chi 'rende a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio': essere veritieri, senza soggezione e ipocrisia, liberi per il bene".
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