La nuova noma sul tetto agli stranieri in classe "sarà un decreto legge perché occorre intervenire subito". Lo ha detto il ministro dell'istruzione Giuseppe Valditara spiegando che "riguarderà da quest'anno i nuovi arrivi, ma sia chiaro, non disarticoliamo le classi".
Valditara ha sottolineato che "il criterio è puramente linguistico. Chi dice il contrario mente sapendo di mentire" ed ha evidenziato la "centralità della lingua come strumento di integrazione. Vogliamo evitare le condizioni Alabama anni '50 con classi ghetto". Il tetto, ha sostenuto, vale anche per gli studenti dell'Unione europea che non parlano l'italiano: "Se un ragazzo polacco non conosce l'italiano non si riesce ad integrare. E allora, il problema non è l'origine etnica, l'origine nazionale, l'origine razziale. Il problema è la conoscenza della nostra lingua".
Valditara ha chiarito che "non c'è nessuno scontro del Quirinale" dopo le parole della premier Giorgia Meloni sulle circolari firmate da Mattarella quando era ministro. "La nostra iniziativa, come ha detto molto bene anche il presidente della Repubblica ad Amatrice, va nella direzione dell'integrazione. Noi vogliamo che i ragazzi stranieri che non parlano adeguatamente alla nostra lingua possano non essere ghettizzati", ha detto il ministro.
"La scuola ghetto", ha ribadito, "è quando uno studente viene emarginato rispetto al resto della comunità e quindi noi non vogliamo le scuole dell'Alabama degli anni '50, dove da una parte c'erano i bianchi e dall'altra parte c'erano i neri".
"Su questa vicenda si è fatta tanta strumentalizzazione - ha continuato - sono state usate parole improprie che in un paese civile avrei voluto non sentire come razzismo e suprematismo. Sono state strumentalizzate le parole di Mattarella e Zuppi. Anche noi vogliamo integrazione e ho sentito dire 'no alle classi ghetto'. Mattarella ha detto una cosa che anche noi diciamo con questo provvedimento". "Non inseguiamo Vannacci, semmai è lui che insegue noi", ha concluso.
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