(di Francesca Pierleoni)

Questa storia "per me è molto legata

al femminile, all'essere donne". Quindi "ho iniziato a esplorare

dei luoghi in cui il femminile è molto speciale o comunque

trasformativo. La Sicilia la vivo così, perché c'è questa sorta

di senso di matriarcato, però allo stesso tempo il senso di un

femminile oppresso, che a volte è soppresso a tutti gli effetti.

Una contraddizione in termini che è anche molto italiana". Lo

dice all'ANSA la regista Irene Dionisio, vincitrice fra gli

altri, di un Nastro d'argento per Le ultime cose, che torna al

cinema di fiction con Idda, interpretato da due delle interpreti

più importanti della nuova generazione, Romana Maggiora Vergano

e Tecla Insolia.

Unico lungometraggio italiano in concorso nella sezione

Platform (che qualifica il vincitore ad entrare nelle selezioni

per gli Oscar) del Toronto Film Festival, Idda apre la sezione

Panorama Italia di Alice nella città, festival parallelo e

autonomo alla Festa del cinema di Roma, e sarà prossimamente in

sala distribuito da FilmClub in collaborazione con Minerva

Pictures. Al centro della storia, ambientata in Sicilia

(producono Kino Produzioni con Rai Cinema, Andromeda Film, Edi

Effetti Digitali Italiani, in collaborazione con Wise Pictures)

ci sono due amiche d'infanzia: l'intraprendente Sofia (Vergano)

che si è trasferita all'estero, e Adele (Insolia), fotografa

rimasta a Catania a lavorare con il padre. Si ritrovano, per

realizzare insieme l'ascesa di 'Idda' (lei) , cioè l'Etna, il

vulcano femmina. Un viaggio viscerale condiviso da due giovani

donne, tra intimità, sentimenti forti e confronto, nel quale

passato, presente e futuro si mescolano con i paesaggi del

vulcano, che diventa personaggio e coro della storia. Dionisio,

che ad Alice nella città riceve due premi, il Millennial

Visionaria 2026 e il Womenlands Excellence Award, è piemontese,

ma "mio padre è siciliano e mia nonna vive ancora là. E' una

regione con cui sento un profondo legame" dice. Un'altra

connessione personale viene dall'aver perso anni fa una cara

amica "con cui avevo condiviso molte cose. E' stata una perdita

che mi ha veramente cambiato la vita, e mi ha portato a farmi

tante domande". Girare Idda "è stato molto terapeutico. E' una

storia di liberazione su vari fronti, da quello del dolore, a

una sensazione di oppressione patriarcale che esiste". C'era

pure il desiderio di " raccontare come le donne possano essere

potenti in maniere diverse". Fondamentale nella storia,

l'alchimia tra le due protagoniste: "Romana è una persona a cui

voglio un bene sincero - spiega Insolia - E' una grande attrice

e crede molto in quello che fa, tanto da difenderlo a spada

tratta". Entrambe sono anche nel cast del nuovo film di Maria

Sole Tognazzi, Iside "a lì non ci incrociamo mai" commenta

sorridendo Insolia.

Idda ha debuttato a Toronto nello stesso periodo del dibattito

scoppiato alla Mostra del cinema di Venezia, sulle poche registe

in gara: "La polemica è giusta, in Italia per noi registe ci

vuole molto tempo per riuscire a realizzare un film. Penso alla

Francia dove cineaste della mia età magari ne hanno già

realizzati cinque, grazie a una rete che glielo permette -

spiega - Allo stesso tempo, penso sia giusto provare a creare

qualcosa d'alternativo". D'accordo con lei Tecla Insolia: "Il

problema è che in Italia manca spesso la possibilità di fare

qualcosa di diverso. I film delle donne molte volte neanche

arrivano ad essere realizzati, o ad essere consegnati ai

festival".

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