L'Europa, il cui modello di crescita

post-guerra basato sull'export "si sta sfaldando", dopo l'1,5%

di aumento nel 2025 "è continuata a crescere nel 2026 nonostante

lo shock energetico" grazie alla domanda interna. Questa può

diventare un motore di crescita permanente rimuovendo le

barriere nazionali ai mercati dei capitali, come sta facendo

"con urgenza", e alla dimensione delle imprese.

Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, a un

panel dell'International Business Council del Forum economico

mondiale a Ginevra. La crescita europea era basata su tre

pilastri, ha spiegato Lagarde: l'espansione del commercio

internazionale, la forza del suo settore manifatturiero nelle

medie tecnologie grazie anche all'energia a basso costo, un

ordine internazionale stabile e basato sulle regole. Oggi questi

pilastri si stanno erodendo, con le tensioni geopolitiche che

"portano maggiore attenzione su dipendenze critiche e colli di

bottiglia, mentre l'Europa fronteggia crescenti minacce alla

sicurezza ai suoi confini".

Ciò nonostante - ha detto Lagarde all'organismo del Wef che

riunisce le maggiori multinazionali - l'Europa "ha sostanziali

punti di forza su cui costruire" a partire dal mercato unico,

che con 27 Stati e 450 milioni di consumatori è "il più largo

fra le economie avanzate".

Secondo la presidente della Bce, che nel suo discorso non ha

parlato di politica monetaria, "abbiamo già molti degli

ingredienti necessari per una crescita più solida a lungo

termine. Trasformare la dimensione europea in una scala europea

aiuterebbe le aziende innovative a crescere nel mercato interno,

permetterebbe alle nuove tecnologie di diffondersi più

rapidamente e incrementerebbe la produttività. In questo modo,

contribuirebbe a rendere la domanda interna un motore di

crescita più duraturo".

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