In una giornata di maestri, dall'autore di capolavori come Fitzcarraldo, Werner Herzog, a Gianni Amelio, Leone d'oro nel 1998 per Così ridevano, alla 83/a Mostra d'arte Cinematografica di Venezia decollano le possibilità di nomination all'Oscar per Wild Horse Nine, thriller/spy/story/commedia nera di un altro autore spesso premiato al Lido, Martin McDonagh, con mattatori John Malkovich, Sam Rockwell e Steve Buscemi.
E' la storia degli agenti della Cia Chris (Malkovich) e Lee (Rockwell) che vengono inviati da Santiago all'Isola di Pasqua dal loro capo di sezione, MJ (Steve Buscemi) poco prima del colpo di Stato cileno del 1973. "Si è parlato sempre poco di tutto ciò che gli agenti della Cia hanno fatto, le cose terribili perpetrate in tutto il mondo, Il film esplora questo - ha spiegato il regista, che ha già ricevuto alla Mostra due Oselle, per le sceneggiature di Tre manifesti a Ebbing, Missouri e Gli spiriti del'isola -. Parla del Guatemala, del Congo, della Baia dei Porci. In realtà sappiamo molto del KGB, ma non mettiamo mai in discussione la Cia tanto quanto forse si dovrebbe fare".
Al Festival in concorso c'è anche Werner Herzog, che dopo vari anni di documentari, è tornato alla finzione con Bucking Fastard interpretato dalle sorelle Kate e Rooney Mara, insieme a Orlando Bloom e Domhnall Gleeson. Un racconto (distribuito prossimamente in Italia da I Wonder) costruito sulle sorelle Jean e Joan Holbrooke, ispirate alla vicenda reale di Freda e Greta Chaplin, gemelle britanniche, in perfetta simbiosi, diventate famose negli anni Ottanta per la loro relazione malata con lo stesso uomo. Una storia che il cineasta tedesco ha dedicato a David Lynch perché "avevamo una comprensione molto profonda del lavoro l'uno dell'altro anche se eravamo molto diversi e avrei voluto che fosse stato lui il mio primo pubblico".
Si è rifatto invece alla realtà più attuale e discussa Gianni Amelio, che "dopo otto volte in concorso, e 4 in giuria" come ha ricordato, stavolta è alla Mostra fuori concorso con Nessun dolore, interpretato da Alessandro Borghi, Valeria Golino, Valerio Mastandrea Beidja Yahiaoui, Ramzi Lafrindi, in sala dal 24 settembre con 01 Distribution. La storia ruota intorno a Davide (Borghi) un trentenne che vende libri in una piazza di Roma. Qualcosa s'incrina per lui quando per strada, un giorno, gli viene 'consegnato' d'improvviso, come un pacco, un bambino che viene dal Nordafrica. Una catena di eventi porta Davide in un inferno personale fatto di rimorsi, smarrimento, e scelte nette. "Oggi la migrazione credo che sia diventata il problema dei problemi, e in questo chiamo in causa, senza nominarlo tanto voi lo conoscete, l'attuale Presidente degli Stati Uniti, che penso abbia dettato, forse inconsapevolmente, anche al resto del mondo, un comportamento suicida, oltre che fratricida - ha detto con l'abituale franchezza il regista in conferenza stampa -. Gli Usa sono stati un punto di accoglienza di tutti i popoli, hanno tutte le etnie possibili e sono sembrati per anni e anni il simbolo della democrazia. Adesso è tutto il contrario".
Tra gli altri protagonisti della giornata c'è stata Roberta Torre, che alle Giornate degli Autori ha aperto a Isola Edipo la sezione Notti veneziane con Scarpe Rotte, ispirato dall'omonimo racconto fortemente autobiografico di Natalia Ginzburg.
Protagonista Barbara Ronchi nel ruolo di Clara, una moglie che affronta, nelle fasi finali della II Guerra Mondiale, la lunga prigionia del marito. Quello di Natalia Ginzburg è un testo "che ha una sua epoca ma in realtà parla dell'oggi - spiega la regista - e soprattutto parla dell'attesa, un codice che nei confronti di un momento storico come quello che stiamo vivendo fa parte molto della categoria femminile: quella di una donna è un'attesa resiliente, resistente".
Nella seconda giornata è restato sotto i riflettori anche George Clooney che dopo il Leone d'oro alla carriera dell'apertura, si è raccontato in una masterclass, tra cinema e vita, senza risparmiare qualche nuova battuta contro l'inquilino della Casa Bianca: "Tutti gli idioti pensano di essere intelligenti, noi abbiamo un presidente che lo pensa" ha detto sornione.
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